
Il ginocchio destro continua a fermare Jannik Sinner. Dopo oltre due mesi senza partite ufficiali, il numero uno del mondo ha annunciato la rinuncia anche all’ATP 500 di Pechino, dove avrebbe dovuto difendere il titolo conquistato nel 2025. «Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere», ha spiegato l’azzurro.
Il nuovo forfait riapre inevitabilmente gli interrogativi sui tempi di recupero. Nelle ultime settimane Sinner si è sottoposto a terapie e lavoro di potenziamento al J Medical di Torino, tornando successivamente ad allenarsi a Montecarlo. Ma la risposta dell’articolazione ai carichi del tennis agonistico non è ancora sufficiente per consentirgli di giocare.
E sullo sfondo resta anche l’ipotesi più delicata: un eventuale intervento chirurgico. Al momento, però, non risulta annunciata né decisa alcuna operazione e lo stesso staff di Sinner non ha comunicato pubblicamente una diagnosi medica dettagliata.
Sinner e il problema al ginocchio: cosa sappiamo
L’ultima partita ufficiale di Sinner risale al 12 luglio, quando ha battuto Alexander Zverev nella finale di Wimbledon. Da allora il problema al ginocchio destro gli ha impedito di disputare tutta la trasferta americana: prima il forfait a Montreal, poi quello a Cincinnati e infine la dolorosa rinuncia agli US Open.
Le informazioni emerse finora parlano di un’infiammazione al ginocchio destro, trattata attraverso terapie, riduzione dei carichi e un programma specifico di rinforzo e stabilizzazione. A metà settembre il recupero sembrava essere arrivato a un punto tale da consentire il ritorno agli allenamenti a Montecarlo e Pechino appariva ancora un obiettivo realistico.
Il campo, però, ha dato un responso differente. Il 25 settembre Sinner ha annunciato personalmente la rinuncia: «Sono molto dispiaciuto di annunciare che quest’anno non potrò giocare a Pechino. Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere».
Sinner può operarsi? Cosa c’è di concreto
È proprio il protrarsi del problema ad alimentare le ipotesi sui prossimi passi. L’intervento chirurgico non risulta al momento una decisione presa dal giocatore o dal suo staff e le fonti disponibili non consentono di affermare che Sinner debba operarsi.
Anzi, c’è un elemento importante: non è mai stata resa pubblica una diagnosi sufficientemente dettagliata da permettere di stabilire dall’esterno quale eventuale procedura chirurgica potrebbe essere indicata. RaiNews sottolinea esplicitamente che una diagnosi precisa non è mai stata comunicata.
Finora il percorso seguito è stato conservativo. Sinner ha effettuato cicli di terapie al J Medical, accompagnati da esercizi di potenziamento e stabilizzazione, per poi sottoporre progressivamente il ginocchio ai movimenti richiesti dal tennis.
L’eventuale ricorso alla chirurgia rappresenterebbe dunque un cambio di strategia da valutare soltanto sulla base degli accertamenti medici e dell’evoluzione del problema. Parlare già di un’operazione programmata sarebbe, allo stato delle informazioni disponibili, prematuro.
Quando torna Sinner? Shanghai ora è a rischio
La domanda principale diventa quindi: quando tornerà in campo Jannik Sinner?
Il prossimo grande appuntamento del calendario è il Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre. Dopo il forfait di Pechino, però, anche la partecipazione al torneo cinese è fortemente in dubbio. La stessa Gazzetta, che inizialmente indicava Pechino come possibile sede del rientro, dopo l’ultima rinuncia considera Shanghai a rischio.
Sinner non ha indicato una data per il ritorno. «Farò tutto il possibile per tornare in campo il prima possibile», si è limitato a spiegare annunciando il forfait.
Se Shanghai dovesse arrivare troppo presto, il calendario offre un’altra possibilità importante: l’ATP 500 di Vienna, che inizierà il 26 ottobre. Alcune ricostruzioni indicano proprio Vienna come una prospettiva più concreta per il rientro, sempre subordinata alle condizioni del ginocchio.
La priorità è non rischiare
Dopo Wimbledon, Sinner e il suo staff hanno seguito una linea molto chiara: nessuna corsa contro il tempo. Il programma di recupero a Torino è stato impostato con l’obiettivo di ritrovare piena funzionalità e sicurezza prima di sottoporre nuovamente il ginocchio alle sollecitazioni di una partita ufficiale.
Il tentativo di rientrare a Pechino dimostra che il recupero aveva fatto progressi, ma anche che gli allenamenti ad alta intensità hanno consigliato ulteriore prudenza.
Shanghai resta quindi una possibilità, ma non una data certa. Vienna potrebbe offrire più tempo. L’operazione, invece, resta per ora soltanto uno scenario eventuale e non una scelta annunciata: saranno l’evoluzione del ginocchio, la risposta alle terapie e le valutazioni mediche a stabilire se il percorso conservativo sarà sufficiente o se sarà necessario prendere in considerazione soluzioni differenti.


