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“È successo di nuovo lì”. Orrore nel lago italiano, la morte atroce a 44 anni

Pubblicato: 28/09/2026 10:33

Quando la quiete di una domenica autunnale trascorsa immersi nella natura si tramuta improvvisamente in un incubo senza ritorno, il silenzio di uno degli scorci più suggestivi del territorio si carica di dolore e sconcerto. Tra la rapidità dei soccorsi calati dall’alto, gli sforzi disperati per rianimare chi fino a pochi istanti prima si godeva la serenità del paesaggio e lo sgomento dei presenti, una normale giornata di relax si è trasformata nell’ennesimo dramma delle acque. Un tragico imprevisto che lascia attonita un’intera comunità, mentre le forze dell’ordine lavorano senza sosta per ricostruire con esattezza gli ultimi istanti di vita della vittima.

Un drammatico evento ha insanguinato il pomeriggio di domenica 27 settembre lungo le sponde del lago di Castel Gandolfo. Un uomo di 44 anni, domiciliato nel vicino centro di Albano Laziale, ha perso la vita a causa di un annegamento avvenuto mentre si trovava al largo. Stando alle prime ricostruzioni effettuate dagli investigatori, la vittima stava navigando sullo specchio lacustre a bordo di un kayak personale prima che la situazione precipitasse irrimediabilmente. E’ il secondo decesso al Lago Albano in meno di tre settimane. Sul posto 118 e carabinieri.

Il dramma si è compiuto attorno alle ore 16:30, momento in cui è scattata la drammatica chiamata al numero unico di emergenza. La macchina dei soccorsi si è messa in moto con massima tempestività: sul posto sono giunti i carabinieri della stazione locale unitamente all’equipaggio del 118, atterrato d’urgenza con l’elisoccorso. Nonostante i prolungati e disperati tentativi di rianimazione praticati dal personale sanitario sul corpo estratto dall’acqua, per il quarantaquattrenne non c’è stato purtroppo nulla da fare.

Le ipotesi degli inquirenti e i sequestri sul luogo dell’incidente

La salma dell’uomo è stata successivamente trasferita presso la camera mortuaria del policlinico di Tor Vergata, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli eventuali accertamenti autoptici. Tra le piste maggiormente accreditate dagli inquirenti figura quella di un improvviso malore che avrebbe sorpreso il canoista proprio mentre stava pagaiando al centro del bacino idrico, impedendogli di rimanere a galla o di richiamare tempestivamente l’attenzione di chi si trovava a riva.

Per consentire tutti i rilievi tecnici del caso e fare piena luce sulle dinamiche che hanno condotto alla tragedia, i militari hanno provveduto a porre sotto sequestro giudiziario sia la canoa utilizzata dalla vittima sia il giubbotto di salvataggio che l’uomo aveva in dotazione durante la traversata.

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