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Casa di Montecarlo, colpo di scena per Fini: cosa ha chiesto la Procura

Pubblicato: 01/10/2026 14:56

Dieci anni di inchieste, un appartamento vista mare nel Principato di Monaco, l’eredità di Alleanza Nazionale finita in una vendita opaca e un ex presidente della Camera che dice di essere stato raggirato dalla sua stessa compagna. La storia della casa di Montecarlo, che ha segnato la fine politica di Gianfranco Fini, potrebbe chiudersi oggi non con un’assoluzione o una condanna, ma con una parola che spegne tutto: prescrizione.

Casa di Montecarlo la Procura Generale chiede la prescrizione per Fini e Tulliani

La procura generale ha chiesto la prescrizione per Gianfranco Fini e i Tulliani nel processo sulla casa di Montecarlo. La richiesta del procuratore generale della Corte d’Appello di Roma, se accolta, metterebbe fine alle accuse di riciclaggio nei confronti dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, della compagna Elisabetta Tulliani, del fratello Giancarlo Tulliani e del padre Sergio Tulliani. Il Procuratore generale della Corte di Appello di Roma ha chiesto di dichiarare il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di tutti gli imputati accusati di riciclaggio nell’ambito del processo sulla compravendita dell’appartamento di Montecarlo. La notizia è stata diffusa dal Corriere della Sera mercoledì 1 ottobre 2026 con un aggiornamento delle 14:40.

In primo grado, nell’aprile del 2024, Fini venne condannato a 2 anni e 8 mesi, la compagna Elisabetta Tulliani e il padre Sergio a 5 anni, il fratello Giancarlo a 6 anni. Condanne pesanti per riciclaggio che avevano confermato l’impianto accusatorio della Procura di Roma. Per il procuratore generale Roberto Felici la sentenza di primo grado è condivisibile mentre non condivido le censure proposte con gli atti di appello proposti dai difensori degli imputati. Una posizione netta sulla colpevolezza, ma che si scontra con il tempo trascorso. Va preso atto dell’intervenuta prescrizione per i reati contestati, ha aggiunto Felici chiedendo ai giudici di dichiarare il non doversi procedere. Una richiesta che, se accolta, cancellerebbe di fatto le condanne senza entrare nel merito dell’innocenza o della colpevolezza.

Dal canto loro i difensori di Fini, gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, hanno chiesto in via prioritaria l’assoluzione perché il fatto non sussiste e in via subordinata di dichiarare la prescrizione. La linea difensiva dell’ex leader di An resta quella di sempre, quella dell’estraneità e del tradimento. Gianfranco Fini accusa la compagna Elisabetta Tulliani sulla compravendita della casa di Montecarlo, io raggirato. Una tesi che Fini ha sostenuto fin dall’inizio, sostenendo di non aver mai saputo nulla degli affari della famiglia Tulliani e della destinazione finale dell’immobile donato al partito.

Storia della casa

L’appartamento in boulevard Princess Charlotte 14 venne venduto nell’estate 2008. A donarlo ad Alleanza Nazionale, nel 1999, era stata la contessa Donna Anna Maria Colleoni. Un lascito importante per il partito, un bilocale nel cuore di Montecarlo dal valore potenziale enorme. La casa venne poi venduta alla Printemps, dietro la quale vi sarebbe stato Giancarlo Tulliani, l’intraprendente cognato di Gianfranco Fini e i capitali del re delle slot, Francesco Corallo, per poco più di 300mila euro. Un prezzo considerato fuori mercato, troppo basso per il Principato, e infine ceduta con soddisfazione e profitto, circa un milione 250mila euro, a un acquirente sconosciuto. Nell’appartamento, Fini non abitò mai. Ma quella vendita a prezzo stracciato e la successiva rivendita con una plusvalenza da capogiro sono diventate il simbolo del suo tracollo politico.

Sentenza attesa a febbraio

La sentenza è attesa a febbraio. Se la Corte d’Appello di Roma accoglierà la richiesta del procuratore generale, il processo sulla casa di Montecarlo si chiuderà senza colpevoli né innocenti, solo con il tempo che ha cancellato tutto. Per Gianfranco Fini sarebbe la fine di un incubo giudiziario durato oltre quindici anni, ma non la riabilitazione politica che aveva sperato con l’assoluzione piena. La prescrizione lascia infatti intatta la sentenza di primo grado che Felici ha definito condivisibile. Resta una vicenda che ha segnato la storia della destra italiana, il passaggio da leader carismatico di Alleanza Nazionale a imputato per riciclaggio, l’amore per Elisabetta Tulliani trasformato in un’accusa di tradimento. La casa di Montecarlo non è mai stata solo una casa, è stata lo spartiacque tra la prima e la seconda vita di Gianfranco Fini.

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