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Milo Infante si commuove a Verissimo: “Portatemi via…”

Pubblicato: 04/10/2026 14:48

Milo Infante si è seduto sul divano di Silvia Toffanin con l’aria di chi, per una volta, ha deciso di abbassare la guardia. Una prima volta attesissima, una delle tante di queste settimane per il giornalista ormai Mediaset, abituato a tenere la barra dritta tra cronaca nera e casi irrisolti. E invece a Verissimo la voce si è incrinata sul serio, vinta dalla commozione, davanti a un pubblico che lo ha sempre visto come il conduttore solido, granitico, impossibile da scalfire.

Paura di deludere Pier Silvio Berlusconi

Avevo paura di deludere Pier Silvio Berlusconi, confessa Milo Infante per la prima volta a Verissimo dopo il suo arrivo a Mediaset. Il passaggio dalla Rai a Mediaset è stato uno dei movimenti televisivi più chiacchierati dell’anno, ma dietro i titoli c’era un uomo con il batticuore, di quelli tipici di chi volta pagina e decide di ricominciare. Ha ammesso di aver temuto di deludere il presidente Pier Silvio Berlusconi, e non soltanto lui: la paura, dice, era di non ricambiare la fiducia di tante persone che avevano creduto in quella scommessa. Per la prima volta a Verissimo dopo il suo arrivo a Mediaset, Milo Infante racconta dei primi giorni a Cologno Monzese e della sua prima emozione, quella di sentirsi accolto come se fosse sempre stato lì.

A tenerlo in piedi in quei mesi sono stati la moglie e il figlio. Poi la sorpresa più bella, quella che non si aspettava. La nuova azienda, racconta, lo ha accolto come se fosse sempre stato lì. Si è sentito a casa, e a un affetto così, confessa con sincerità, non era abituato. Nessun veleno però sul passato: degli anni in Rai non rinnega nulla, li definisce anni di vita bellissimi. Semplicemente, adesso ha aperto un altro capitolo della sua vita, un capitolo in cui è la nuova punta di diamante di Mediaset, un’azienda in cui ha sempre sognato di lavorare, dice, e che su di lui ha scommesso davvero tutto.

Padre e madre, i due modelli opposti che hanno segnato la sua vita privata

L’ultimo ricordo del padre Massimo è anche il più doloroso: la struttura in cui aveva dovuto farlo ricoverare e quella richiesta semplicissima e insostenibile, essere riportato a casa. E si commuove: In quel momento non ci ho dato peso, perché a 30 anni pensi al lavoro, pensi ad altro. Adesso ha un peso diverso. Tra loro, racconta, le parole erano sempre state poche: un padre arrivato tardi alla paternità, due uomini che non sono mai riusciti a incontrarsi davvero fino in fondo. Diverso il ritratto della madre: affettuosa, sì, ma con quel rigore trentino che non ammette sconti. Severa ma giusta, dice sorridendo.

Essere padre di Daniele

Da questo doppio bagaglio è nato il suo modo di essere padre con Daniele. A lui ha insegnato l’umiltà prima di ogni altra cosa e gli ha ripetuto fino allo sfinimento che il valore di una persona non si misura con le luci di uno studio televisivo. Un messaggio che, raccontato così, sembra la risposta a tutto quello che a lui era mancato. Poi il capitolo sport, che fa male in un altro modo. Daniele Infante era una giovane promessa del basket, finché il menisco non ha ceduto due volte. Aveva smesso di giocare, poi una partita tra amici, di quelle che sembrano innocue, e l’ennesimo infortunio. Adesso lo aspetta un nuovo intervento chirurgico, un’altra prova per la famiglia Infante.

Al suo fianco c’è sempre stata la moglie Sara, che si è appoggiata a lui nel momento della perdita di sua sorella. Insieme ci bastiamo, dice Infante, con quella semplicità che ha colpito Silvia Toffanin e il pubblico di Verissimo. È il ritratto di un uomo che fuori dallo studio, lontano dai casi di cronaca che racconta ogni giorno, ha costruito la sua solidità sugli affetti veri. Una prima volta a Verissimo che per Milo Infante ha avuto il sapore di una liberazione, di un racconto senza filtri dopo mesi di voci, indiscrezioni e attese sul suo passaggio a Mediaset. E ora, con la commozione ancora negli occhi, è pronto a giocarsi tutto nella sua nuova casa televisiva.

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