
Quando le storie di sport incontrano il dolore più cieco e inaspettato, l’eco del ricordo supera di slancio i confini dell’agonismo per trasformarsi in un tributo corale e profondo. Nel calcio di provincia come nei vivai più prestigiosi del Paese, ci sono figure capaci di lasciare un’impronta indelebile non soltanto per le geometrie disegnate in campo, ma per l’integrità, la forza d’animo e l’insegnamento umano trasmesso a chiunque abbia condiviso con loro lo spogliatoio. Una lezione di vita e di dignità che oggi risuona più forte che mai, unendo generazioni diverse nel ricordo di un autentico punto di riferimento per l’intero movimento sportivo locale.

Un velo di profonda commozione ha avvolto l’intera provincia ligure per l’improvvisa scomparsa di Gabriele Sabatini, ex leader in campo e apprezzatissimo tecnico, spentosi all’età di soli 50 anni. L’ex centrocampista lascia la moglie Francesca Rollini, i due figli e i genitori, attorno ai quali si è stretto un caloroso e smisurato abbraccio da parte di dirigenti, colleghi e tifosi. Cresciuto nel settore giovanile del Milan, l’atleta spezzino aveva assaporato da giovanissimo il calcio dei grandissimi, collezionando le convocazioni nelle selezioni U15 e U16 della Nazionale al fianco di campioni del calibro di Nesta, Totti, Simone Inzaghi e Morfeo. Un brutto infortunio ne aveva arrestato la scalata al grande professionismo, senza però intaccarne la passione per il pallone.
Dopo le esperienze tra i dilettanti in Piemonte, il centrocampista era tornato a fare la differenza a casa sua: prima con il Fo.Ce Vara e poi da leader indiscutibile con la Sarzanese. In sei stagioni memorabili è rimasta scolpita la storica data del 5 ottobre 2008, giorno della vittoria esterna sul campo dello Spezia.
La carriera da allenatore e il ricordo commosso della Santerenzina
Formatore rigoroso e appassionato, Gabriele Sabatini ha poi vissuto stagioni esaltanti da allenatore sulle panchine di Magra Azzurri — con cui conquistò il campionato di Promozione —, Ligorna, Fezzanese, Colli di Luni, Tarros Sarzanese e Pontremolese. La sua ultima avventura professionale è stata alla guida della Santerenzina, compagine guidata con successo fino al salto in Promozione ligure. La società biancoverde ha affidato ai social un struggente pensiero per ricordare «l’uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della nostra società».
Nel testo diffuso dal club si legge tutto l’affetto per l’ex guida tecnica: «Gabriele non è stato soltanto un allenatore, ma una persona capace di lasciare un segno profondo in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui il campo e la vita di società. Con la sua passione, i suoi valori e i suoi insegnamenti ha contribuito a costruire una parte della nostra storia, lasciandoci un’eredità che va ben oltre i risultati sportivi. Il suo ricordo continuerà a vivere nella Santerenzina e in tutte le persone alle quali ha saputo trasmettere qualcosa». Un cordoglio unanime a cui si è unito ufficialmente anche lo Spezia Calcio.


