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“Game over”. Andrea Sempio, clamoroso cambia tutto! Cosa succede

Pubblicato: 14/10/2026 20:21

Colpo di scena nel caso di Garlasco, la difesa di Andrea Sempio rilancia con quella che definisce una “prova formidabile”. Al centro c’è un’impronta di scarpa lasciata nella villetta dove fu uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Per il suo legale, se quella traccia non è di Sempio, è “game over”.

Garlasco, Cataliotti svela la “prova formidabile” che assolve Andrea Sempio

L’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, rilancia la strategia difensiva nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Al centro delle nuove consulenze c’è soprattutto l’impronta di una scarpa rilevata all’ingresso del bagno della villetta, che potrebbe rappresentare, secondo il legale, un elemento decisivo a favore del suo assistito. «Se le impronte per terra, le 25 impronte dell’assassino, non sono state lasciate da Andrea Sempio, game over», avrebbe dichiarato Cataliotti al Tg1, sottolineando l’importanza degli accertamenti eseguiti dalla difesa.

L’impronta numero 6 e il confronto con le Frau

Il lavoro dei consulenti si è concentrato sull’impronta numero 6, ricostruita in tre dimensioni a partire dalle fotografie scattate dai Ris di Parma nel 2007. La difesa ha quindi confrontato la traccia con quattro scarpe Frau dello stesso modello e con la medesima suola, nelle taglie dal 40 al 43, per verificare quale calzatura potesse averla prodotta. «Abbiamo verificato quale sia il piano di alloggiamento che avrebbe potuto ospitare il piede di Andrea», ha spiegato l’avvocato.

Secondo i risultati riferiti dalla difesa, lo spazio interno delle scarpe esaminate non sarebbe compatibile con il piede di Sempio, né nelle condizioni attuali né considerando la situazione del 2007. Per rafforzare questa ricostruzione, il legale ha commissionato anche accertamenti sulle dimensioni del piede dell’indagato e sulla loro possibile evoluzione nel tempo. Sono state effettuate radiografie e sono stati coinvolti specialisti, tra cui un ortopedico e un antropologo universitario, per valutare quanto possa cambiare la misura del piede tra i 18 e i 38 anni. Sui risultati di questi approfondimenti, Cataliotti ha mantenuto una certa riservatezza, anticipando: «Non vi dico il responso, ma vi sorprenderà».

La tesi della difesa: numero 44 già nel 2007

La difesa sostiene inoltre che due testimonianze e un’intercettazione ambientale della madre di Sempio confermerebbero che l’indagato portava già il numero 44 all’epoca del delitto. Le consulenze difensive riguardano anche l’impronta palmare numero 33, individuata sul muro delle scale che conducono alla cantina. Su questo punto, i consulenti hanno ripetuto alcuni esperimenti utilizzando la ninidrina e diversi materiali biologici, con l’obiettivo di verificare la natura della traccia e contestare alcune conclusioni investigative.

Dna sotto le unghie e assist ad Alberto Stasi

Un altro tema riguarda il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Secondo la consulente citata, il profilo genetico presenta un aplotipo del cromosoma Y compatibile con la linea paterna di Sempio, ma non consente di identificare con certezza una singola persona. Cataliotti considera questo elemento «neutro», sostenendo che non sia sufficiente, da solo, a dimostrare il coinvolgimento del proprio assistito.

Le conclusioni sul numero della scarpa potrebbero avere riflessi anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio. Secondo la ricostruzione proposta dalla difesa, la calzatura che avrebbe lasciato le impronte sulla scena del delitto sarebbe più piccola di un numero 42, misura attribuita a Stasi. Cataliotti ha comunque precisato di non voler prendere posizione sulla responsabilità dell’ex fidanzato di Chiara Poggi.

La difesa prevede di depositare le proprie consulenze entro il 18 ottobre e chiede che gli accertamenti vengano valutati attraverso un confronto tecnico tra le parti, affinché le conclusioni possano essere esaminate anche dalla Procura di Pavia.

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Ultimo Aggiornamento: 14/10/2026 20:42

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