
Dopo il Boselli e il Peano, questa mattina è toccato all’istituto Colombatto di Torino. Quello che doveva essere un tentativo di occupazione si è trasformato in un vero e proprio assalto, con momenti di alta tensione, l’intervento della Digos e due persone finite in ospedale. Una mattinata di caos che si inserisce in una settimana già segnata da disordini in altre scuole della città.
Il tentativo fallito in via Gorizia e l’assalto alla succursale
Tutto è iniziato ieri con un primo tentativo di occupazione non riuscito nella sede principale di via Gorizia. Stamattina gli studenti sono tornati, ma ad attenderli davanti all’ingresso c’erano i militanti di Azione Studentesca che hanno cercato di sbarrare il passo. Ne è nato un parapiglia nel piazzale antistante la scuola, dove secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato utilizzato anche un estintore per farsi largo tra chi cercava di impedire l’ingresso.
Fallito l’assalto alla sede centrale, il gruppo, composto da circa un centinaio di persone tra studenti ed esterni incappucciati, si è spostato di pochi metri, nella succursale di via Ada Negri. Qui la situazione è precipitata. Poco dopo le 10 la dirigente scolastica Silvia Viscomi e alcuni insegnanti hanno fatto uscire dall’edificio gli studenti che non intendevano aderire alla protesta. Una scena descritta da una docente con parole molto dure: “Siamo terrorizzati, non era mai successo nulla di simile al Colombatto”. La preside, nel momento più concitato, si è limitata a dire di voler tutelare i ragazzi da chi stava cercando di assaltare l’istituto.
I banchi contro le porte e gli estintori contro la Digos
Una volta entrati, gli occupanti si sono barricati all’interno dell’edificio, ammassando banchi e altri arredi davanti alle porte d’ingresso per impedire a chiunque di entrare. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Digos, contro i quali, secondo quanto riportato, sarebbero stati svuotati alcuni estintori. Gli agenti hanno poi inseguito e bloccato un ragazzo che aveva rifiutato di farsi identificare. Nel tentativo di bloccare l’irruzione e di mettere in sicurezza l’edificio sono rimasti feriti un professore e un collaboratore scolastico.
“Sono stati caricati mentre quei ragazzi cercavano di entrare forzando gli ingressi e spaccando le finestre”, ha raccontato la preside Viscomi. “Ci sono danni ingenti, questi sono reati e atti di violenza veri e propri. C’è il diritto di protestare ma ci sono anche delle regole da rispettare”. I due feriti sono stati soccorsi e le loro condizioni sono ora al vaglio del personale sanitario, mentre la scuola sta facendo la conta dei danni.
Le ragioni della protesta secondo gli occupanti
In una nota diffusa poco dopo l’inizio dell’occupazione, i promotori hanno rivendicato le ragioni del gesto. “Da lungo tempo la nostra comunità scolastica vive problematiche interne ed esterne profonde, che vanno dalla mancanza di ascolto da parte della dirigenza a un clima di continua repressione nei confronti di chiunque provi a esprimere disagio o a proporre un cambiamento”, scrivono. “Di fronte a questo silenzio istituzionale, abbiamo deciso di mobilitarci per far valere i nostri diritti e far ascoltare la nostra voce”.
Una versione che però si scontra con quella di chi ha assistito alla scena e con il racconto dei docenti, che parlano di un’azione violenta e organizzata anche con l’aiuto di persone estranee all’istituto, un elemento che ha contribuito ad alzare ulteriormente la tensione.
Disordini anche al Sella e al Bosso Monti
Il Colombatto non è stato l’unico istituto interessato da disordini nella giornata di oggi. Momenti di tensione, danneggiamenti e l’intervento dei carabinieri sono stati segnalati anche all’istituto Sella di via Montecuccoli, a poca distanza dal Boselli, e al Bosso Monti di via Meucci, nella zona tra corso Vinzaglio e piazza Solferino. Una serie di episodi che fa pensare a una protesta coordinata che sta coinvolgendo a catena diversi istituti torinesi e che ora è al vaglio della questura.
Lo scontro politico tra Azione studentesca e occupanti
Sull’occupazione del Colombatto si è aperto anche un duro scontro politico. Da una parte i militanti di Azione Studentesca, che hanno rivendicato la loro presenza davanti alla scuola come un atto di difesa. “I veri studenti vogliono semplicemente studiare e costruirsi un futuro libero dall’arroganza di antagonisti e maranza. Ormai le scuole vanno difese schierandosi fisicamente per impedire i blocchi e noi saremo sempre in prima linea insieme ai ragazzi del Colombatto e di tutte le scuole che non si piegano”, hanno dichiarato.
Dall’altra la replica degli occupanti, che respingono le accuse e ribaltano la narrazione. “Nonostante le intimidazioni da parte di un gruppo di neofascisti all’entrata, tra cui i rappresentanti di istituto che fanno parte di gioventù nazionale, non ci siamo fatti fermare. Oggi siamo riusciti ad entrare nella succursale dell’istituto e ad avviare l’occupazione. La nostra protesta rimane rigorosamente pacifica e responsabile. Non siamo qui per distruggere la scuola, ma per difenderla e migliorarla”.
Le indagini per i danni al Peano
Intanto arrivano aggiornamenti anche sulle occupazioni dei giorni scorsi. Dalla questura fanno sapere di aver identificato i promotori delle agitazioni all’istituto Peano, ragazzi di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Sarebbero ritenuti responsabili dei danni agli arredi, ai computer e al materiale didattico, causati anche in quel caso con l’utilizzo indebito degli estintori a polvere. Le indagini su quanto accaduto oggi al Colombatto, al Sella e al Bosso Monti sono invece appena iniziate.


