
Una svolta per la famiglia nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti. Dopo undici mesi di attesa, i tre bambini potranno finalmente trascorrere i fine settimana insieme ai genitori, senza la presenza di supervisori. La richiesta avanzata da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion è stata accolta, segnando un nuovo passo verso il ricongiungimento familiare. I piccoli, due gemelli di sei anni e una bambina di otto, attualmente ospitati in una casa famiglia a Vasto, potranno dormire nella nuova abitazione messa gratuitamente a disposizione della coppia dal Comune e, durante il giorno, tornare anche nel casolare immerso nel bosco dove vivevano prima dell’allontanamento. Per l’avvocato Simone Pillon, che rappresenta i genitori, il percorso verso il ritorno definitivo dei figli sarebbe ormai alle battute finali.
I bambini potranno dormire con i genitori: la svolta dopo undici mesi
La novità più importante riguarda la possibilità per i tre fratelli di trascorrere interi fine settimana insieme a mamma e papà, senza la presenza costante di personale incaricato della supervisione.
Un cambiamento significativo rispetto alle modalità degli incontri autorizzati nei mesi precedenti, che erano limitati a periodi di tempo più brevi e inseriti in un percorso graduale di riavvicinamento.
La richiesta presentata da Catherine e Nathan è stata accolta dopo una lunga attesa, consentendo alla famiglia di recuperare almeno parzialmente una quotidianità condivisa.
I bambini potranno pernottare nella nuova casa dei genitori, mentre durante il giorno avranno la possibilità di tornare nel casolare di Palmoli, dove hanno trascorso gran parte della loro infanzia.
Lì potranno ritrovare anche gli animali con cui vivevano prima dell’allontanamento.
La decisione non equivale ancora al ricongiungimento definitivo, ma rappresenta un passaggio importante nel percorso che potrebbe portare al ritorno stabile dei minori in famiglia.
Dagli incontri di settembre ai weekend insieme: le tappe del ricongiungimento
Il percorso di riavvicinamento era cominciato a settembre, quando erano stati autorizzati i primi incontri diurni tra i genitori e i figli.
Il 22 settembre, i tre bambini avevano fatto ingresso per la prima volta nella nuova abitazione assegnata alla coppia dal Comune.
Una casa destinata a superare una delle principali criticità sollevate nella vicenda: le condizioni abitative del casolare nel bosco, privo di acqua corrente ed elettricità.
Una settimana dopo, il 29 settembre, i piccoli erano tornati per circa un’ora e mezza nella loro precedente abitazione di Palmoli.
Secondo quanto raccontato dall’avvocato Simone Pillon, l’incontro era trascorso tra giochi, biscotti allo zenzero e una cena preparata dalla madre Catherine.
Un momento importante per la famiglia, dopo mesi di separazione e una lunga battaglia legale.
Ora il programma di ricongiungimento compie un ulteriore passo avanti: non più soltanto visite diurne, ma la possibilità di trascorrere insieme anche le notti del fine settimana.
Il sindaco di Palmoli: «Superati tutti i problemi, i bambini devono tornare in famiglia»
A sostenere il percorso verso il ricongiungimento è anche il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, che ha sottolineato come la coppia abbia completato gli interventi richiesti nel corso della vicenda.
Secondo il primo cittadino, sarebbero state affrontate le principali questioni relative all’abitazione, all’istruzione e alla socializzazione dei bambini.
«Oramai il problema casa non esiste, il problema scolarizzazione non esiste, il problema socializzazione non esiste», ha dichiarato Masciulli.
Il sindaco ha inoltre richiamato gli accertamenti sanitari e psicologici effettuati sui componenti della famiglia.
«Tutte le visite mediche possibili e immaginabili sono state condotte da specialisti sulla famiglia e sui bambini e tutti gli psicologi e neuropsichiatri che si sono occupati della vicenda hanno raccomandato il rapido congiungimento dei minori con la famiglia», ha aggiunto.
Si tratta di dichiarazioni del primo cittadino, che esprime una posizione favorevole al ricongiungimento.
La decisione definitiva sul ritorno stabile dei minori ai genitori resta comunque affidata alle autorità competenti.
Chi sono Catherine e Nathan, i genitori della famiglia nel bosco
La vicenda riguarda Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, una coppia di origine anglo-australiana che aveva scelto di vivere con i tre figli in un casolare isolato nei boschi di Palmoli, in Abruzzo.
La famiglia aveva adottato uno stile di vita alternativo, basato su un rapporto molto stretto con la natura e su una quotidianità lontana da alcuni servizi comunemente presenti nelle abitazioni.
Nel casolare mancavano infatti l’acqua corrente e l’elettricità.
Una scelta consapevole dei genitori, che intendevano crescere i figli in un ambiente naturale, ma che aveva suscitato preoccupazioni nelle autorità chiamate a valutare le condizioni di vita dei minori.
Alla fine del 2025, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila era intervenuto disponendo la sospensione della responsabilità genitoriale della coppia.
I tre bambini erano stati quindi allontanati dall’abitazione familiare e accolti in una struttura protetta.
Da quel momento era iniziata una lunga battaglia legale, accompagnata da un ampio dibattito pubblico sul rapporto tra libertà educativa dei genitori, tutela dei minori e ruolo delle istituzioni.
La nuova casa e il ritorno nel casolare di Palmoli
Uno degli elementi centrali del percorso di ricongiungimento è stata la disponibilità di una nuova abitazione per Catherine e Nathan.
Il Comune ha infatti messo gratuitamente a disposizione della coppia una casa che consente di superare le criticità materiali contestate alla precedente sistemazione.
È qui che i bambini potranno trascorrere le notti durante i fine settimana autorizzati.
Il casolare nel bosco, tuttavia, non scomparirà dalla loro quotidianità.
Secondo il programma illustrato, durante il giorno i tre fratelli potranno tornare nella vecchia abitazione, ritrovando un ambiente familiare e gli animali con cui erano abituati a vivere.
La soluzione punta a conciliare la necessità di garantire condizioni abitative adeguate con il mantenimento dei legami affettivi e delle abitudini dei bambini.
Per la famiglia, il prossimo obiettivo è ottenere il ricongiungimento definitivo, che consentirebbe ai tre fratelli di tornare stabilmente a vivere con i genitori.
L’altra famiglia nel bosco: due bambini allontanati in provincia di Arezzo
La vicenda di Palmoli non è l’unico caso italiano che ha acceso il dibattito sulle famiglie che scelgono uno stile di vita alternativo, lontano dai modelli abitativi ed educativi tradizionali.
Una situazione distinta, ma con alcuni elementi analoghi, riguarda Harald Leo Valentin e la moglie Nadzeya, che vivevano con i loro due figli in un casolare a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo.
I bambini, di nove e cinque anni, erano stati allontanati il 16 ottobre 2025, a seguito di un provvedimento del tribunale per i minorenni.
Secondo quanto riferito dalla coppia, da allora i genitori non avrebbero ricevuto informazioni sufficienti sul luogo in cui vivono i figli, sulle loro condizioni di salute e sulla possibilità che siano ancora ospitati insieme.
Harald, originario dell’Alto Adige, e Nadzeya, bielorussa, si erano trasferiti in Toscana circa un anno e mezzo prima dell’intervento delle autorità.
Anche loro avevano scelto un modello educativo alternativo, preferendo l’istruzione domestica alla frequenza della scuola tradizionale.
Secondo quanto emerso, tuttavia, i bambini non avevano sostenuto gli esami annuali previsti dalla normativa italiana per verificare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione.
Tra le criticità segnalate figuravano inoltre l’assenza di un pediatra di riferimento, la situazione vaccinale e le limitate occasioni di socializzazione dei due fratelli.
I genitori aderiscono al movimento «Noi è, io sono», un’associazione che non riconosce l’autorità dello Stato.
Si tratta di una vicenda autonoma rispetto a quella di Palmoli, con provvedimenti e circostanze che devono essere valutati separatamente.
Famiglia nel bosco, cosa succede adesso
Per Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la possibilità di trascorrere i fine settimana con i figli rappresenta il risultato più significativo ottenuto finora nel percorso di riavvicinamento.
Dopo gli incontri diurni avviati a settembre, la famiglia potrà condividere periodi più lunghi, comprese le notti, senza la presenza di supervisori.
L’avvocato Simone Pillon ritiene che la strada verso il pieno ricongiungimento sia ormai vicina alla conclusione.
Non è stata però comunicata una data per il ritorno definitivo dei bambini a casa.
La prossima fase sarà quindi determinante per comprendere se le condizioni considerate necessarie dalle autorità siano state pienamente soddisfatte e se il percorso possa concludersi con il ripristino della convivenza stabile.
Intanto, per i tre fratelli, arriva una novità concreta: dopo mesi di separazione, potranno tornare a trascorrere i fine settimana con mamma e papà, dormire sotto lo stesso tetto e ritrovare almeno per qualche giorno la vita familiare che conoscevano prima dell’allontanamento.


