
Le trattative tra Washington e Mosca si intrecciano con una nuova ondata di bombardamenti russi sull’Ucraina. Droni su Kiev, colpito anche l’Istituto nazionale di cardiologia, mentre a Kramatorsk si registrano altre vittime civili. Volodymyr Zelensky è a Oslo per incontrare i partner europei e gli emissari di Donald Trump, con l’obiettivo di discutere le condizioni di un possibile accordo di pace.
Le trattative tra Usa e Putin e le concessioni territoriali
Il confronto diplomatico per porre fine alla guerra in Ucraina prosegue tra le pressioni statunitensi, le richieste di Mosca e le condizioni poste da Kiev. Secondo quanto riportato dal New York Times, Donald Trump starebbe spingendo il governo ucraino ad accettare concessioni territoriali nel Donbass nell’ambito di un eventuale accordo con la Russia. In cambio, Washington avrebbe prospettato possibili benefici economici per l’Ucraina. La questione dei territori occupati resta uno dei nodi principali dei negoziati, con Kiev che continua a rivendicare la propria sovranità sulle aree interessate.
Nel quadro delle trattative, l’inviato statunitense Steve Witkoff dovrebbe recarsi in Russia per incontrare il presidente Vladimir Putin. Il Cremlino ha confermato di auspicare un colloquio tra i due. Tra i temi sul tavolo potrebbero esserci le proposte elaborate con il coinvolgimento dell’Ucraina e dei partner europei, mentre restano da chiarire le condizioni che Mosca e Kiev sarebbero disposte ad accettare.
Zelensky è intanto arrivato a Oslo, dove sono previsti incontri con il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente finlandese Alexander Stubb e gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Al centro dei colloqui ci sono gli sforzi diplomatici per raggiungere la pace, il rafforzamento della difesa aerea ucraina e la produzione congiunta di armamenti. Nel corso della visita, il presidente ucraino ha incontrato anche il sovrano norvegese. Tra gli argomenti affrontati figura inoltre il ritorno dei bambini ucraini trasferiti in Russia, indicato da Zelensky come una priorità.
Droni russi su Kiev, colpita una sala operatoria
Mentre proseguono i contatti diplomatici, la capitale ucraina è stata interessata da una nuova ondata di attacchi con droni russi. Almeno una persona è morta e sette sono rimaste ferite. Secondo il sindaco Vitali Klitschko, un velivolo senza pilota è precipitato nei pressi di una stazione di servizio, provocando vittime e danni. Altri detriti hanno raggiunto una struttura sanitaria e i binari ferroviari nel quartiere di Solomianskyi. L’aeronautica militare ucraina ha riferito che l’attacco era ancora in corso nelle ore successive.
Particolarmente grave quanto accaduto all’Istituto nazionale di cardiologia di Kiev, dove un drone ha colpito il sesto piano, danneggiando una sala operatoria. In quel momento era in corso un intervento chirurgico e, secondo i media ucraini, un paziente è rimasto ferito. Le immagini diffuse dalla struttura mostrano macerie e danni alle pareti e ai rivestimenti interni della sala. L’episodio evidenzia i rischi per le strutture sanitarie durante le operazioni militari sulla capitale.
Un altro attacco ha interessato l’autostrada Kiev-Odessa, nella regione della capitale, causando tre morti e quattro feriti, secondo le autorità ucraine. I soccorritori sono intervenuti per domare gli incendi che hanno coinvolto alcuni veicoli. Nell’Ucraina orientale, invece, un bombardamento russo su Kramatorsk ha provocato la morte di almeno tre civili e il ferimento di altre due persone. La procura regionale di Donetsk ha riferito che tre edifici residenziali sono stati danneggiati.
L’Ue denuncia gli attacchi russi nel Mar Nero
Sul fronte europeo, l’Alta rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha denunciato l’intensificazione degli attacchi contro le infrastrutture ucraine, con particolare riferimento ai porti e alle rotte commerciali del Mar Nero. Secondo Kallas, sei attacchi attribuiti a droni presumibilmente russi nell’arco di dieci giorni rappresentano un’escalation pericolosa. Le operazioni avrebbero interessato anche depositi di grano, navi mercantili, valichi di frontiera e infrastrutture destinate alle esportazioni.
Kallas ha quantificato in circa 60 milioni di euro al giorno le perdite economiche per l’Ucraina legate alle difficoltà nelle esportazioni. Il corridoio del Mar Nero è essenziale per il commercio agricolo del Paese: attraverso questa rotta passa circa il 90% delle merci agricole ucraine destinate ai mercati internazionali. L’Unione europea chiede quindi il ripristino di un passaggio sicuro per le navi commerciali e civili.
Anche la Cina è tornata a chiedere una soluzione diplomatica. Il ministro degli Esteri Wang Yi, intervenendo a Sofia, ha ribadito la necessità del dialogo e delle concessioni reciproche per porre fine al conflitto. Secondo Pechino, il rafforzamento della fiducia tra le parti rappresenta una condizione necessaria per arrivare a una pace duratura. Gli appelli al negoziato si confrontano tuttavia con una situazione militare ancora instabile, mentre continuano i bombardamenti e restano profonde le divergenze sulle condizioni di un eventuale accordo.


