
Quando un cataclisma naturale di immane portata s’abbatte sulle alture più remote e impervie del pianeta, la terra trema fino a far vacillare l’intera crosta terrestre e la paura s’impadronisce istantaneamente dei residenti. Tra stazioni sismiche internazionali entrate d’urgenza in stato d’allarme, modelli matematici lanciati per calcolare l’impatto e il fiato sospeso delle diplomazie mondiali, la cronaca registra l’ennesimo drammatico sussulto del sottosuolo. Una liberazione d’energia devastante che rischia di lasciare dietro di sé un pesante bilancio di distruzione e vittime, complicato dalla natura ostile e quasi inaccessibile dei luoghi colpiti dall’evento tellurico.
Il catastrofico evento sismico, che ha raggiunto l’imponente magnitudo di 7.0 della scala Richter, si è abbattuto con ferocia nella vasta ed estesa regione del Tibet. In base alle rilevazioni strumentali e ai dati scientifici elaborati dall’USGS (Istituto Geologico degli Stati Uniti), il punto esatto dell’epicentro è stato individuato a una distanza di circa 183 chilometri a est-nord-est rispetto all’area urbana di Nagqu. I sismografi di tutto il globo hanno registrato il violentissimo scossone alle ore 22:33 locali (corrispondenti esattamente alle 16:33 secondo l’orario italiano).
A riprova dell’estrema gravità della situazione, l’ente sismologico statunitense Usgs ha immediatamente diramato un’allerta arancione attraverso l’avfanzato sistema Pager, l’algoritmo predittivo che calcola l’impatto e la gravità stimata dei fenomeni tellurici in termini di perdite umane e danni economici. Il codice arancione preannuncia senza ombra di dubbio la concreta possibilità che vi siano impatti drammatici per le strutture e la popolazione.
Il livello Mercalli e le incognite sui soccorsi
Stando alle elaborazioni preliminari fornite dai tecnici, l’intensità massima dello scuotimento al suolo provato dalle popolazioni locali è stata stimata attorno all’ottavo grado della scala Mercalli modificata. Un valore estremamente elevato che corrisponde a potenziale distruzione di immobili e cedimenti strutturali generalizzati.
Trattandosi tuttavia di una zona tipicamente montuosa e a bassa densità demografica collocata lungo il rigido altopiano tibetano, le reali conseguenze del sisma e il conteggio di eventuali feriti o vittime rimangono al momento drammaticamente incerti. La straordinaria forza d’impatto della scossa e la fragilità dei centri abitati limitrofi fanno comunque temere il peggio, mentre i primi soccorritori tentano di raggiungere i villaggi rimasti isolati.


