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“Ti prendo a calci in c***”. Iva Zanicchi esplode in diretta, Nancy Brilli a bocca aperta: il VIDEO

Pubblicato: 23/10/2026 09:24

«È un problema serissimo, gravissimo, che non si può tollerare in nessun modo». Iva Zanicchi interviene senza mezzi termini sui disordini che hanno interessato Milano lo scorso fine settimana e punta il dito contro i giovanissimi coinvolti negli episodi di violenza. Ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio 1, la cantante ha espresso una posizione durissima, soffermandosi non soltanto sulle responsabilità dei ragazzi, ma anche su quelle delle loro famiglie. Parole destinate a far discutere, pronunciate nel dibattito che si è acceso dopo gli scontri e i danneggiamenti in città.

Dopo gli interventi di Fedez, Enrico Ruggeri e di altri protagonisti del mondo dello spettacolo, anche Zanicchi ha voluto dire la sua. A preoccuparla, in particolare, è l’età di alcuni dei partecipanti ai disordini: ragazzi giovanissimi che, secondo la cantante, non possono essere giustificati soltanto perché minorenni. Il punto, per lei, è la consapevolezza delle proprie azioni e la necessità di stabilire conseguenze concrete per chi danneggia beni altrui e partecipa a episodi di violenza.

Nel corso della trasmissione, Zanicchi ha usato un linguaggio particolarmente acceso per esprimere la propria indignazione: «Anche se uno ha 13 anni, se tu hai la capacità e l’intelletto di andare, di rubare, di spaccare una vetrina, io ti punisco». Poi la frase più forte: «Ti prendo a calci in cuo, ti faccio fare almeno dieci chilometri a calci in cuo». Un’uscita provocatoria con cui la cantante ha voluto sottolineare, a modo suo, che anche i giovanissimi devono rispondere delle proprie azioni.

A quel punto è arrivata la domanda della conduttrice Nancy Brilli, che ha chiesto a Zanicchi se stesse parlando in senso figurato. La risposta della cantante non ha lasciato spazio a interpretazioni: «Ma che senso figurato. No, no, calci in cu*o veri». Un botta e risposta che ha reso ancora più netto il tono dell’intervento e che mette al centro il tema della punizione dei minorenni coinvolti in atti vandalici e comportamenti violenti.

Zanicchi ha poi allargato il discorso alle famiglie, immaginando un confronto diretto con i genitori dei ragazzi coinvolti. «Io direi a questi ragazzi, per favore, portatemi a casa, voglio conoscere i vostri genitori, la vostra mamma, il vostro papà», ha raccontato durante la trasmissione. L’obiettivo, nelle sue parole, sarebbe capire quale atteggiamento assumano gli adulti di fronte alle responsabilità dei figli e se siano disposti a riconoscere la gravità dei comportamenti contestati.

La cantante ha insistito soprattutto sull’eventualità che i genitori minimizzino quanto accaduto, liquidando tutto come una normale bravata adolescenziale. «E se questi mi dicono: “Beh, signora Zanicchi, ma sono ragazzi, sono ragazzate”, allora prendo a calci in cu*o anche loro», ha aggiunto. Una provocazione che sposta il confronto dalla responsabilità individuale a quella educativa, chiamando in causa il ruolo della famiglia nel trasmettere il rispetto delle regole e dei beni altrui.

Le dichiarazioni si inseriscono in un dibattito più ampio sulla gestione della violenza giovanile, sulla prevenzione degli episodi di vandalismo e sulle risposte da adottare quando tra i protagonisti ci sono minorenni. Da una parte emerge la richiesta di sanzioni e di responsabilità chiare; dall’altra resta aperta la questione di come intervenire attraverso l’educazione, il sostegno alle famiglie e strumenti adeguati all’età dei ragazzi. Le parole di Zanicchi si collocano nettamente sul versante della fermezza, con toni volutamente provocatori.

La sua posizione si distingue anche da alcune delle riflessioni espresse nei giorni precedenti da diversi artisti della scena rap, tra cui Marracash, Ghali e Artie 5ive, intervenuti nel dibattito sui fatti di Milano. Le loro dichiarazioni hanno contribuito ad alimentare il confronto pubblico sulle cause dei disordini e sul rapporto tra giovani, contesto sociale e responsabilità individuali. Un tema complesso, sul quale il mondo dello spettacolo si è diviso tra accenti e sensibilità differenti.

L’intervento di Iva Zanicchi riporta così al centro una domanda che va oltre la polemica televisiva: come affrontare gli episodi di violenza quando coinvolgono ragazzi giovanissimi? La cantante invoca una risposta severa e chiama in causa anche i genitori, mentre il dibattito pubblico continua a interrogarsi sul confine tra punizione, prevenzione ed educazione. Le sue parole, pronunciate con toni durissimi, riaccendono il confronto sulle responsabilità dei minorenni e sul ruolo delle famiglie, in una discussione che resta aperta ben oltre la diretta radiofonica.

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