
Il profumo dell’incenso, le preghiere sottovoce, il dolore composto di chi sta dando l’ultimo saluto a una persona cara. Era un funerale, uno di quei momenti in cui il mondo fuori dovrebbe fermarsi, in cui anche il nemico dovrebbe abbassare le armi. Poi, di colpo, il rumore assordante degli spari che rompe il silenzio sacro. Due sagome armate che entrano in chiesa e iniziano a sparare all’impazzata sulla folla inerme, seduta tra i banchi. Urla, gente che si butta a terra, che cerca di proteggere i bambini, sangue sul pavimento della navata. Quello che doveva essere un addio è diventato una strage.
L’agguato a Karak, spari durante la funzione
È accaduto oggi, giovedì 23 ottobre 2026, in Giordania, nel villaggio di Hamud, nella zona di Karak, a sud del Paese. Secondo quanto riportato dai media locali e dall’agenzia di stampa ufficiale giordana Petra, almeno sette persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco armato avvenuto all’interno di una chiesa.
Secondo una prima ricostruzione, due uomini armati avrebbero fatto irruzione nella chiesa proprio mentre era in corso una cerimonia funebre. Senza dire una parola, avrebbero imbracciato le armi e aperto il fuoco sui fedeli presenti, colpendo a raffica.
La scena è stata descritta come apocalittica: i fedeli, inizialmente impietriti, hanno poi tentato la fuga tra le urla, cercando riparo dietro le colonne e gli arredi sacri. I soccorsi sono arrivati pochi minuti dopo, ma per sette persone non c’è stato nulla da fare.
Bilancio ancora provvisorio, tanti feriti gravi
Il bilancio, secondo l’ANSA che cita i media giordani, è di almeno 7 morti, ma il numero dei feriti è ancora in aggiornamento e alcuni di loro sarebbero in condizioni critiche. Non è escluso quindi che il bilancio possa aggravarsi nelle prossime ore.
Le autorità non hanno ancora diffuso le identità delle vittime, ma si tratterebbe di civili locali che partecipavano alla funzione funebre. Nessuna rivendicazione al momento.
Vasta operazione per catturare i responsabili
Subito dopo l’attacco, le forze di sicurezza giordane hanno lanciato una vasta operazione di ricerca per rintracciare i due attentatori, che dopo la sparatoria si sarebbero dati alla fuga facendo perdere le proprie tracce nelle campagne intorno a Karak.
L’area intorno alla chiesa è stata completamente isolata, posti di blocco sono stati istituiti su tutte le strade principali della governatorato di Karak. L’esercito e la polizia stanno setacciando la zona casa per casa.
La Giordania, da sempre considerata un’oasi di stabilità in un Medio Oriente in fiamme, è stata raramente teatro di attacchi di questo tipo contro luoghi di culto cristiani. Proprio per questo l’episodio ha generato shock e paura in tutto il Paese.
Le indagini sono in corso per capire il movente: si indaga a 360 gradi, dall’ipotesi dell’attacco terroristico a quella di una faida locale degenerata nel sangue proprio nel luogo più impensabile. Le autorità invitano alla calma e assicurano che i responsabili saranno assicurati alla giustizia.


