
Quando le rivendicazioni sindacali e la protesta sociale incrociano le rotte dei grandi spostamenti nazionali, la morsa del blocco dei servizi rischia di paralizzare l’intero Paese lasciando milioni di cittadini a bocca asciutta. Tra serrati faccia a faccia con i vertici governativi, tabelle d’orario rivoluzionate a pochi passi dalle partenze e il timore di un lungo weekend di puro caos logistico, si preannuncia una stagione di fortissima agitazione per chiunque debba mettersi in viaggio.Un’ondata di mobilitazioni incrociate che promette di mettere a dura prova i collegamenti urbani, su rotaia e ad alta quota,costringendo gli utenti a una continua corsa contro il tempo per consultare le fasce di garanzia ed evitare il peggio.
Il mese di novembre 2026 si preannuncia come uno dei più complessi dell’anno sul fronte della mobilità cittadina ed extraurbana. A guidare la protesta sarà la CGIL, che ha proclamato per il giorno 20 novembre uno sciopero generalenazionale destinato a bloccare i settori pubblici e privati per l’intera giornata. Le motivazioni del sindacato puntano l’indice contro la pesante inflazione: «Riteniamo inaccettabile la condizione sociale nella quale lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, studentesse e studenti, donne e giovani si trovano ad affrontare l’ennesima emergenza dovuta al peso dell’inflazione sul costo della vita». Nella nota si critica l’operato dell’esecutivo per «l’aumento delle spese per il riarmo, dal mancato adeguato finanziamento di salute, istruzione, politiche sociali e non autosufficienza, del sostegno all’abitare, dall’assenza di interventions adeguate sulla previdenza» oltre a contostare le scelte in campo fiscale «che hanno aumentato iniquità e disuguaglianze senza affrontare i nodi cruciali del sistema, a partire da una reale progressività del prelievo fiscale su tutti i redditi e da una seria lotta all’evasione fiscale».
Il culmine dei disagi si toccherà però a cavallo tra il 20 e il 21 novembre, quando allo stop generale si sommerà lo sciopero nazionale di 23 ore dei treni indetto da CUB Trasporti e SGB Ferrovie (dalle 21 di venerdì alle 20 di sabato),con ripercussioni sul personale ferroviario e sul trasporto merci su rotaia.
Il caos nei cieli e la mappa dei trasporti locali
Non andrà meglio sul fronte dell’aviazione e del trasporto pubblico locale. Il 21 novembre vedrà anche l’astensione nazionale del personale ENAV dalle 13 alle 17, proclamata da FILT-CGIL e UGL-TA, a cui si affiancheranno i blocchi di diverse aziende del trasporto locale come GTT, EAV, Ferrovie del Sud Est, Ferrotramviaria e Ferrovie della Calabria.
L’inizio del mese vedrà comunque continue agitazioni a macchia di leopardo: si parte il 6 novembre con lo stop ENAV a Bari (ore 13-17), seguito il 10 e 11 novembre dal personale SBB Cargo Italia. Venerdì 13 novembre incrocerà le braccia per 24 ore il gruppo ATM a Milano (su spinta di AL-COBAS) e la società ATVO a Venezia per iniziativa di SGB e FAST Mobilità. Sabato 14 novembre sarà il turno dei lavoratori AMTAB a Bari, mentre a Napoli i dipendenti ANM incroceranno le braccia lunedì 16 novembre dalle 11 alle 15 su decisione di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILT-UIL,UGL-FNA e FAISA-CISAL. Il lungo weekend nero si chiuderà domenica 22 novembre con le braccia incrociate all’aeroporto di Milano Malpensa e al Marco Polo di Venezia per il personale Sicuritalia IVRI.


