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Salvini rieletto segretario della Lega, l’affondo sui traditori: nel mirino il boicottaggio di Pontida

Pubblicato: 25/10/2026 15:17

Matteo Salvini viene rieletto segretario della Lega con 465 voti e apre il nuovo mandato con un attacco a chi ha invitato a boicottare Pontida. Per il leader del Carroccio, ostacolare gli appuntamenti del movimento significa tradire il partito. Lo sfidante Massimo Garavaglia si ferma a 146 voti, al termine del congresso straordinario di Milano. Nel discorso successivo alla proclamazione, Salvini torna anche contro una parte della stampa e indica l’obiettivo per le prossime elezioni: vincere con il centrodestra, riportando la Lega al secondo posto nella coalizione.

Salvini confermato con 465 voti, Garavaglia ne raccoglie 146

Il voto dei delegati conferma la guida del segretario uscente, che supera lo sfidante con un margine di 319 preferenze. La competizione chiude due giorni di confronto sull’identità del movimento, sul recupero del consenso e sul rapporto tra leadership nazionale e territori.

Garavaglia aveva chiesto una Lega più pragmatica e collegiale, rivendicando la necessità di invertire la tendenza elettorale. Salvini ottiene invece una nuova investitura per proseguire alla guida del Carroccio, dopo aver rimesso il mandato al congresso.

«Oggi pomeriggio comincia un percorso», afferma dal palco subito dopo la rielezione. Un avvio accompagnato dal richiamo alle tensioni che hanno attraversato il partito negli ultimi mesi.

L’accusa di tradimento per il boicottaggio di Pontida

Il passaggio più duro riguarda chi, secondo Salvini, ha ostacolato la partecipazione agli appuntamenti della Lega. Il segretario denuncia il comportamento di dirigenti che avrebbero boicottato la manifestazione di Milano e il raduno di Pontida, descrivendolo come «il tradimento dell’essere leghisti».

L’accusa è rivolta a queste condotte, mentre il risultato congressuale registra anche il sostegno raccolto dalla candidatura alternativa di Garavaglia. Il riferimento al tradimento non viene dunque presentato come un giudizio sui 146 delegati che hanno scelto lo sfidante.

Il messaggio politico è comunque netto: Salvini intende accompagnare la conferma della propria leadership con una richiesta di lealtà verso le iniziative e gli appuntamenti del movimento.

Il nuovo attacco ai giornalisti e agli editori

Tra le prime parole dopo la proclamazione c’è anche una nuova polemica con la stampa. Salvini sostiene che alcuni giornalisti lavorino in contesti nei quali il racconto dei fatti passa in secondo piano rispetto alle aspettative degli editori.

Secondo il segretario, una parte delle testate continuerebbe ad auspicare il declino del Carroccio. Un’attesa destinata, nella sua previsione, a essere nuovamente delusa: «Per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso».

Il passaggio riprende uno dei temi già affrontati prima del voto, quando Salvini aveva contestato il racconto giornalistico delle divisioni interne e indicato nel congresso la sede in cui discutere il futuro della Lega.

L’obiettivo: Lega secondo partito del centrodestra

Sul piano elettorale, il leader riconfermato indica un traguardo preciso: vincere le prossime elezioni come secondo partito della coalizione. È l’obiettivo di rilancio affidato al nuovo mandato, dopo una competizione nella quale la perdita di consenso è stata uno degli argomenti centrali.

Prima delle votazioni, Salvini aveva inoltre annunciato la proposta di un simbolo senza il proprio nome, con la dicitura «Italia federale», e chiesto ai delegati un mandato per portare in Consiglio dei ministri la contrarietà della Lega a nuovi invii di soldi e armi all’Ucraina.

La rielezione gli consegna ora la responsabilità di tradurre gli impegni congressuali in iniziative politiche. Il primo segnale riguarda però gli equilibri interni: alla richiesta di ripartire si accompagna l’avvertimento contro chi, secondo il segretario, ha boicottato il proprio partito.

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