
Una lite che degenera in pochi istanti, la violenza che esplode all’improvviso e un ragazzo costretto a lottare per la propria vita. Sono ancora una volta le conseguenze di un’aggressione con un coltello a riportare l’attenzione sui rischi delle risse tra giovani, soprattutto quando uno scontro verbale si trasforma in un episodio dalle conseguenze potenzialmente fatali. Dietro questi fatti ci sono ferite fisiche, interventi chirurgici d’urgenza e indagini chiamate a ricostruire responsabilità e dinamiche.
La vicenda assume contorni ancora più delicati quando emergono precedenti episodi di violenza che coinvolgono la stessa persona. È quanto accade nel caso di un giovane di 19 anni, arrestato dopo il ferimento di un minorenne e già coinvolto in un procedimento giudiziario per un’altra aggressione con un’arma da taglio. Due episodi distinti, sui quali si concentrano gli accertamenti, e una nuova vicenda giudiziaria destinata a riaccendere il confronto sulle misure cautelari e sulla prevenzione della violenza giovanile.
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Sassari, 17enne accoltellato al petto dopo una rissa
Un ragazzo di 17 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato accoltellato al petto al termine di una rissa scoppiata all’uscita di una discoteca nel Sassarese. La coltellata gli avrebbe perforato un polmone, rendendo necessario un delicato intervento chirurgico durante la notte per salvargli la vita.
Per l’aggressione è stato arrestato Alessio Tonzanu, 19 anni, originario di Sorso, in provincia di Sassari. Secondo la ricostruzione investigativa, il giovane avrebbe estratto un coltello che aveva con sé e colpito il diciassettenne. L’indagato avrebbe sostenuto di essere stato colpito per primo, una circostanza che dovrà essere valutata nell’ambito degli accertamenti sulla dinamica della rissa.
La scena successiva all’aggressione sarebbe stata caratterizzata da evidenti tracce di sangue sull’asfalto e su un muro. Gli investigatori sono chiamati a ricostruire le fasi dello scontro e a chiarire il ruolo delle persone presenti.
Il ferimento ha avuto conseguenze particolarmente gravi per la vittima, che ha dovuto affrontare un’operazione d’urgenza. La contestazione nei confronti del diciannovenne si inserisce in un quadro giudiziario già complesso, legato a un precedente episodio avvenuto nel 2025.

Il precedente di Sennori: dieci coltellate al petto
Il caso più recente riporta alla luce un’altra aggressione con un coltello che, secondo quanto ricostruito, sarebbe avvenuta nel giugno 2025 a Sennori, a circa dieci chilometri da Sassari. In quell’occasione, Tonzanu, diventato maggiorenne da pochi mesi, avrebbe colpito ripetutamente Francesco Sircana, all’epoca ventunenne, con dieci coltellate al petto.
Anche l’aggressore era rimasto ferito, seppure in maniera non grave, ed era stato accompagnato in ospedale. Per quel fatto il giovane era stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio.
Il procedimento relativo all’episodio di Sennori coinvolge, oltre a Tonzanu, altri cinque giovani che avrebbero preso parte alla rissa. Le contestazioni nei loro confronti dovranno essere esaminate in sede giudiziaria, nel rispetto delle rispettive posizioni processuali.
Il nuovo ferimento del diciassettenne rende particolarmente delicata la vicenda, perché si inserisce mentre il precedente procedimento non è ancora arrivato alla conclusione. Le analogie tra i due episodi riguardano l’uso di un coltello e la gravità delle lesioni, ma le circostanze di ciascun fatto dovranno essere valutate separatamente.
Dal carcere agli arresti domiciliari, poi l’obbligo di dimora
Dopo l’arresto per il ferimento avvenuto a Sennori, Tonzanu era rimasto in carcere durante la fase delle indagini. Successivamente, le misure cautelari nei suoi confronti erano state progressivamente attenuate.
Lo scorso febbraio il giovane aveva lasciato il carcere di Bancali per passare agli arresti domiciliari. A maggio era stato disposto per lui l’obbligo di dimora, mentre a settembre era tornato in libertà in attesa del processo relativo al primo episodio.
Secondo quanto riferito da ambienti giudiziari, le modifiche alle misure cautelari sarebbero state determinate dalla valutazione del venir meno delle esigenze che giustificavano la detenzione: il pericolo di inquinamento delle prove, quello di fuga e il rischio di reiterazione del reato.
Il nuovo episodio ha però portato a un ulteriore arresto e al ritorno del diciannovenne nel carcere di Bancali. La vicenda solleva interrogativi sull’efficacia delle misure adottate, ma la valutazione delle decisioni giudiziarie deve tenere conto degli elementi disponibili in ciascuna fase processuale e delle condizioni previste dalla legge.

Il nuovo procedimento e l’udienza del 18 novembre
Per il più recente accoltellamento, Tonzanu è accusato di tentato omicidio, lesioni gravissime e porto di coltello. Le contestazioni dovranno essere accertate nel corso del procedimento, sulla base delle prove raccolte e delle eventuali dichiarazioni delle persone coinvolte.
Il prossimo appuntamento giudiziario indicato per il giovane è fissato al 18 novembre, quando dovrà comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare per il procedimento relativo al precedente ferimento di Sennori. In quella sede sarà affrontata la posizione dell’imputato insieme a quella degli altri cinque giovani coinvolti nella vicenda.
Intanto, il diciassettenne ferito nell’ultima aggressione ha dovuto affrontare un intervento chirurgico complesso a causa della lesione al polmone. Il caso resta al centro degli accertamenti investigativi, chiamati a stabilire con precisione come sia nata la rissa, chi abbia utilizzato per primo la violenza e quale sia stata la sequenza dei fatti.
La vicenda mette in evidenza la gravità delle conseguenze che possono derivare dall’uso di un’arma da taglio durante uno scontro tra giovani. Saranno le indagini e il successivo percorso giudiziario a chiarire le responsabilità individuali nei due episodi e a definire gli sviluppi processuali.


