Vai al contenuto

Lega e imbavaglia il padre, poi l’orrore: tragedia in Italia, il motivo è folle

Pubblicato: 27/10/2026 09:17

Una tragedia consumata tra le mura domestiche, in una situazione familiare segnata dalle difficoltà legate all’assistenza a una persona gravemente malata. Un uomo di 87 anni è morto nella propria abitazione dopo essere stato immobilizzato sul letto e aver subito un’ostruzione delle vie respiratorie. A chiedere aiuto, subito dopo essersi resa conto della gravità di quanto accaduto, è stata la figlia, che ha contattato i soccorsi con una telefonata drammatica.

La vicenda ricostruita dagli investigatori pone al centro gli ultimi momenti di vita dell’anziano e le circostanze in cui è avvenuto il decesso. La donna avrebbe spiegato di aver agito nel tentativo di gestire le crisi comportamentali del padre, la cui malattia rendeva particolarmente complessa la convivenza. Una versione che sarà valutata nell’ambito delle indagini, mentre gli accertamenti medico-legali dovranno chiarire con precisione le cause della morte e contribuire alla ricostruzione dei fatti.
Leggi anche: Orrore in Italia, uccide il padre con un cacciavite: tutti sotto shock

La morte dell’87enne e la telefonata ai soccorsi

L’episodio è avvenuto a Milano, in un appartamento di via Don Calabria, nella zona di Cimiano. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giorno, la figlia della vittima, una donna di 56 anni, avrebbe ammesso di aver immobilizzato il padre utilizzando delle cinghie per bloccare braccia e gambe al letto. Gli avrebbe inoltre inserito dei batuffoli di cotone in bocca, fissando poi del nastro adesivo sulle labbra.

La donna avrebbe riferito agli investigatori che questo sistema veniva utilizzato da circa un mese per affrontare le crisi dell’anziano, caratterizzate da urla e comportamenti difficili da gestire. La figlia avrebbe ricondotto tali manifestazioni alla grave demenza vascolare di cui soffriva il padre.

Secondo la ricostruzione fornita dalla donna, domenica avrebbe ripetuto la stessa procedura, allontanandosi successivamente dalla camera per occuparsi di alcune faccende domestiche. Quando sarebbe tornata nella stanza, si sarebbe accorta delle condizioni dell’87enne, provvedendo a liberarlo dalle cinghie e a rimuovere il materiale che gli ostruiva la bocca. A quel punto, però, per l’uomo non c’era più nulla da fare.

Resasi conto della gravità della situazione, la 56enne avrebbe immediatamente chiamato i soccorsi. «Venite subito, forse ho ucciso mio padre», avrebbe detto durante la telefonata, secondo quanto riferito nella ricostruzione della vicenda.

La demenza vascolare e le difficoltà nella gestione del padre

Al centro delle dichiarazioni rese dalla donna ci sarebbero le condizioni di salute dell’anziano, affetto da una forma grave di demenza vascolare, patologia che può compromettere le capacità cognitive e provocare alterazioni del comportamento.

La figlia avrebbe raccontato di dover affrontare ripetutamente le crisi del padre e di aver adottato il sistema di immobilizzazione per cercare di contenerle. Nella sua versione, la decisione sarebbe stata legata anche alle tensioni con alcuni vicini di casa, con i quali sarebbero sorte discussioni a causa delle urla provenienti dall’appartamento.

La donna avrebbe sostenuto di non aver avuto intenzione di provocare la morte dell’87enne, affermando di aver agito per cercare di gestire una situazione che descriveva come difficile. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere valutate dagli inquirenti insieme agli altri elementi raccolti.

La ricostruzione delle circostanze non modifica la gravità delle condotte contestate, ma sarà importante per comprendere la sequenza degli avvenimenti e accertare le eventuali responsabilità penali.

L’intervento dei carabinieri e l’arresto della figlia

Dopo la chiamata, nell’abitazione sono arrivati i sanitari e i carabinieri del nucleo radiomobile e della compagnia Monforte. Il personale sanitario ha potuto soltanto constatare il decesso dell’anziano, mentre i militari hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

La figlia è stata accompagnata in caserma, dove è stata ascoltata dal pubblico ministero di turno, Guido Schininà. Al termine degli accertamenti iniziali, il magistrato ha disposto il suo arresto con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo di parentela.

La donna è stata quindi trasferita nel carcere di San Vittore, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari. Sarà il giudice a valutare il provvedimento sulla base degli elementi disponibili e delle circostanze emerse nel corso delle indagini.

Disposta l’autopsia per chiarire le cause della morte

Nell’appartamento sono intervenuti anche il medico legale e gli specialisti della sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri, impegnati nei rilievi utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Il pubblico ministero ha disposto l’autopsia sul corpo dell’87enne, un accertamento ritenuto necessario per stabilire con precisione le cause del decesso e verificare le modalità con cui si è verificata l’ostruzione delle vie respiratorie.

L’esame medico-legale potrà fornire elementi importanti per confrontare le dichiarazioni della donna con i riscontri scientifici. Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire i tempi dell’accaduto e le condizioni in cui l’anziano è stato trovato dai soccorritori.

La vicenda resta ora affidata agli accertamenti giudiziari. Da una parte ci sono le dichiarazioni della figlia, che avrebbe sostenuto di non voler uccidere il padre; dall’altra, la necessità di chiarire le responsabilità per una morte avvenuta in circostanze che hanno portato all’apertura di un procedimento per omicidio aggravato. L’autopsia e le successive valutazioni della magistratura saranno determinanti per approfondire i contorni della tragedia avvenuta nell’abitazione milanese.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure