
Sta meglio, giorno dopo giorno, ma non può ancora uscire. E soprattutto non può ancora tornare a fare quello che ama: allenare. Vincent Kompany è ancora ricoverato in ospedale dopo il crollo psicofisico che lo ha colpito dopo una seduta di allenamento con il Bayern Monaco, e avrà bisogno di tempo prima di tornare in panchina.
Le parole del vice Aaron Danks
A fare il punto sulle sue condizioni è stato il suo vice, Aaron Danks, che è andato a trovarlo e ha parlato in conferenza stampa:
“Sono andato a trovare Vince ieri. Cerca di mantenere il buon umore! Le sue condizioni sembrano migliorare ogni giorno, è davvero positivo. Non ci sono nuove informazioni riguardo alla sua diagnosi o al suo ritorno al lavoro. Bisogna lasciarlo riposare, deve rilassarsi e prendersi il suo tempo. Abbiamo evitato di parlare di tattica e calcio. Mi ha chiesto come stavano i giocatori, ma è stata soprattutto una chiacchierata amichevole. Mi ha fatto piacere rivederlo e avere sue notizie”.
Le cause: virus, poco sonno e stress
Le cause dettagliate del malore non sono state rese note dai medici e vige il massimo riserbo, ma secondo quanto filtra il quadro è chiaro: un’infezione virale contratta due settimane fa che aveva già provato il suo fisico, unita a una attenzione maniacale al lavoro, pochissime ore di sonno per analizzare gli avversari e uno stress enorme.
Una combinazione che lo ha portato al tracollo e al ricovero immediato. La diagnosi al momento non gli consente di tornare sulla panchina del Bayern, da cui resterà assente a tempo indeterminato. Un rientro anticipato complicherebbe ulteriormente la situazione fisica e mentale.
Quella di Kompany è diventata un po’ la fotografia degli effetti che possono provocare i ritmi del calcio attuale, con pressioni altissime. Il Bayern, intanto, dovrà andare avanti con il pilota automatico, lasciando al suo tecnico tutto il tempo per riprendersi.


