Vai al contenuto

Punta da un insetto, muore a 40 anni dopo un mese e mezzo di agonia: sospetto ragno violino. La famiglia denuncia i medici

Pubblicato: 28/10/2026 16:08

Un gonfiore alla gamba, la prima visita in ospedale e una terapia antibiotica. Poi il progressivo peggioramento delle condizioni di salute, fino al tragico epilogo. Sabrina Gigliotti, 40 anni, residente a Ostia, è morta il 25 ottobre all’ospedale San Camillo di Roma, circa quaranta giorni dopo quella che inizialmente era stata diagnosticata come una puntura di insetto. Tra le ipotesi c’è anche quella del morso di un ragno violino, ma la causa esatta della morte resta da accertare. I familiari hanno presentato una denuncia per verificare eventuali negligenze nell’assistenza sanitaria ricevuta dalla donna. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto l’autopsia.

Il gonfiore alla gamba e la prima visita in ospedale

La vicenda comincia quando Sabrina nota un gonfiore alla gamba destra e decide di rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia.

I medici diagnosticano una puntura di insetto, prescrivono una terapia antibiotica e la dimettono. La donna torna a casa, ma nei giorni successivi le sue condizioni non migliorano.

Al contrario, iniziano a manifestarsi nuovi disturbi, sempre più debilitanti.

A ricostruire quanto accaduto è stato uno dei fratelli della quarantenne, che ha presentato una denuncia ai carabinieri di Casal Palocco, raccontando il progressivo aggravamento della sorella.

«Mia sorella, nonostante le medicazioni sembrava peggiorare iniziando ad accusare dolori lombari, dolori alle articolazioni inferiori, bruciore alla pancia e alla schiena», ha dichiarato.

Sintomi che, con il passare delle settimane, diventano sempre più difficili da sopportare.

Il peggioramento: dopo un mese non riusciva più a camminare

Circa un mese dopo la comparsa del gonfiore, le condizioni di Sabrina sono ormai molto compromesse.

La donna non riesce più a reggersi in piedi autonomamente e ha bisogno delle stampelle per spostarsi.

Viene quindi ricoverata nuovamente all’ospedale Grassi, questa volta per un dolore lombare.

Ma la situazione continua a precipitare. Dopo appena due giorni dal ricovero, Sabrina manifesta ulteriori sintomi.

«Accusa una forte tosse», riferisce ancora il fratello nella denuncia.

È a quel punto che un medico responsabile della struttura ospedaliera si rende conto della gravità del quadro clinico. Le condizioni della paziente richiedono un intervento urgente e viene disposto il trasferimento in una struttura specializzata.

Il trasferimento allo Spallanzani e la diagnosi gravissima

Sabrina viene trasportata d’urgenza all’ospedale Spallanzani di Roma, centro specializzato nelle malattie infettive.

Qui, secondo quanto riferito dai familiari, la direttrice del reparto comunica che «la situazione è gravissima».

Il quadro clinico appare ormai estremamente compromesso. Si parla di necrosi e di un coinvolgimento di diversi organi e apparati, dalla circolazione sanguigna fino al cuore e ai reni.

La quarantenne viene successivamente assistita all’ospedale San Camillo, dove muore il 25 ottobre, dopo circa quaranta giorni dall’inizio della vicenda.

Resta ancora da chiarire quale processo patologico abbia provocato un deterioramento così rapido e grave delle sue condizioni.

Il sospetto del ragno violino: cosa sappiamo

Tra le ipotesi emerse c’è quella che Sabrina possa essere stata morsa da un ragno violino, un aracnide presente anche in Italia, il cui morso può provocare in alcuni casi lesioni cutanee e, molto raramente, complicazioni sistemiche.

Tuttavia, non è stato accertato che la donna sia stata morsa da un ragno violino, né che un eventuale morso sia stato la causa del decesso.

Nella maggior parte dei casi, il morso di questo ragno non determina conseguenze gravi. Le complicazioni più serie sono rare e richiedono una valutazione medica approfondita.

Nel caso di Sabrina, soltanto gli esami medico-legali e l’analisi della documentazione sanitaria potranno chiarire l’origine delle complicazioni e l’eventuale collegamento con la lesione iniziale.

La denuncia della famiglia e l’inchiesta per omicidio colposo

Dopo la morte della quarantenne, i familiari hanno deciso di rivolgersi alle autorità giudiziarie, chiedendo di verificare se durante il percorso di cura possano esserci stati ritardi diagnostici o eventuali negligenze mediche.

La Procura ha aperto un’indagine con l’ipotesi di omicidio colposo e ha disposto l’autopsia sul corpo di Sabrina Gigliotti.

L’esame sarà fondamentale per stabilire le cause del decesso e verificare se esista un collegamento tra la presunta puntura iniziale, il peggioramento delle condizioni cliniche e la morte.

Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire tutte le fasi dell’assistenza ricevuta dalla donna, dalla prima visita al Grassi fino ai successivi ricoveri.

L’apertura del fascicolo non implica l’accertamento di responsabilità da parte dei sanitari, ma rappresenta il primo passo per fare luce su una vicenda che presenta ancora numerosi interrogativi.

Al centro dell’inchiesta resta una domanda: che cosa ha provocato la morte di Sabrina Gigliotti e se un diverso intervento sanitario avrebbe potuto evitarla.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure