
Dall’entusiasmo alla disfatta, in una serata che sembrava promettere ben altro. Il Bologna espugna San Siro vincendo 4-2 contro il Milan, rimontando lo svantaggio e colpendo quattro volte una difesa rossonera in grave difficoltà. La squadra di Raffaele Palladino firma un’impresa straordinaria, trascinata dalla tripletta di Mbangula e da una ripresa giocata con coraggio, lucidità e grande cinismo. Per il Milan di Amorim, invece, è una serata amarissima: dopo il vantaggio del primo tempo, i rossoneri crollano in pochi minuti e finiscono per consegnare agli emiliani una vittoria pesantissima.
Eppure, la partita si era messa sui binari favorevoli al Milan, reduce dalla convincente vittoria di Udine e deciso a trovare continuità anche in vista del derby. A passare per primo è però il Bologna, all’8′, con Mbangula, che sfrutta una palla persa da Musah: Pobega recupera e serve Zortea, il cui cross basso trova l’attaccante libero in area. La risposta rossonera arriva al 14′, quando Hutchinson aggredisce Theate in fase di impostazione e favorisce il pallone che Alpha Cisse trasforma nell’1-1. Al 27′ è ancora Cisse a colpire, questa volta con una splendida deviazione acrobatica su cross di Tomori, completando la rimonta e portando il Milan sul 2-1.

Il primo tempo si chiude con i rossoneri avanti, ma la gara resta tutt’altro che sotto controllo. Il ritmo è elevato, le squadre pressano e gli errori individuali pesano enormemente. Cisse è il grande protagonista del Milan, mentre Hutchinson mette ripetutamente in difficoltà la retroguardia emiliana. Dall’altra parte, Palladino capisce che ci sono margini per riaprire la sfida e nella ripresa cambia volto alla squadra con una serie di sostituzioni che si riveleranno decisive. Il Milan, invece, perde Tomori per un possibile problema muscolare: al suo posto entra Luka Modric, con Musah arretrato sulla destra.

Dopo l’intervallo il Bologna riparte con maggiore aggressività e mette subito sotto pressione la difesa rossonera. Al 51′ Odgaard impegna Maignan con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, mentre Bernardeschi prova a creare pericoli con i suoi cross. Il Milan fatica a proteggere l’area e concede troppo sulle palle inattive. Al 58′ Palladino decide di intervenire con un triplo cambio: dentro Cambiaghi, Vitik e Miranda. Amorim risponde inserendo Pulisic e Diawara, ma il doppio intervento non basta a contenere la spinta rossoblù.
La svolta arriva al 61′. Miranda, appena entrato, si incarica di una punizione dalla sinistra e mette in mezzo un pallone insidioso. La traiettoria attraversa tutta l’area e Bartesaghi, nel tentativo di intervenire, devia malamente nella propria porta. È il 2-2, un’autorete che lascia il Milan stordito e restituisce fiducia al Bologna. La squadra di Palladino avverte il momento favorevole e non si accontenta del pareggio: appena un minuto più tardi, Miranda sfonda ancora sulla sinistra e serve un cross perfetto al centro. Mbangula anticipa Diawara e batte Maignan, firmando il clamoroso 3-2.

In appena due minuti il Bologna ribalta completamente la partita, trasformando il vantaggio rossonero in una situazione di emergenza. San Siro ammutolisce, mentre Amorim cerca immediatamente una risposta dalla panchina: al 63′ inserisce Camarda al posto di Bartesaghi e passa a un attacco con due punte, affiancando il giovane centravanti a Ramos. Più avanti il Milan prova ad aumentare la pressione con Pulisic e Cisse, ma la manovra diventa prevedibile e i cross non trovano precisione. Il Bologna, al contrario, si compatta, chiude gli spazi centrali e aspetta il momento giusto per ripartire.
I rossoneri provano comunque a riaprire la gara. All’83’ Camarda trova una bella girata di testa su cross di Cisse, ma il pallone termina di poco a lato. Due minuti più tardi è Cambiaghi a sfiorare il quarto gol emiliano, con una conclusione dal limite che finisce appena fuori. Il Milan si sbilancia sempre di più alla ricerca del pareggio, lasciando però spazi enormi alle ripartenze avversarie. È proprio questa fragilità a condannare definitivamente la squadra di Amorim, incapace di ritrovare equilibrio dopo il doppio colpo subito.
All’86’ arriva il colpo del definitivo ko. Cambiaghi recupera il pallone su Camarda e avvia la ripartenza, Odgaard viene lanciato in profondità e serve Mbangula, completamente libero al centro dell’area. L’attaccante non sbaglia e firma il 4-2, completando una straordinaria tripletta. Per il Milan è il tracollo definitivo: la difesa si fa sorprendere ancora una volta e il Bologna punisce ogni errore con una concretezza impressionante. Amorim prova a cambiare ancora, inserendo Comotto al posto di Ramos all’88’, ma la partita è ormai virtualmente chiusa. Nei minuti finali Pulisic riesce anche a trovare una conclusione di testa, neutralizzata da una grande parata di Skorupski.
Al fischio finale resta tutta la portata di un risultato clamoroso. Il Bologna vince 4-2 a San Siro e firma una rimonta memorabile, trascinato da un Mbangula implacabile e dalle mosse azzeccate di Palladino. Il Milan, che sperava di sfruttare la serata per consolidare le proprie certezze in vista del derby, si ritrova invece a fare i conti con una difesa fragile, errori individuali decisivi e un secondo tempo da dimenticare. La doppietta di Cisse aveva acceso l’entusiasmo rossonero, ma l’autorete di Bartesaghi e i due gol successivi di Mbangula hanno cambiato tutto. Per gli emiliani è una vittoria che dà morale e continuità; per il Milan, una sconfitta pesante che lascia interrogativi importanti proprio alla vigilia di un appuntamento fondamentale.


