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“Strage in famiglia!”. Il monossido uccide ancora: coinvolta anche una neonata

Pubblicato: 30/10/2026 13:47

Una tragedia consumata all’interno di un’abitazione, dove un’emergenza legata alla qualità dell’aria si è trasformata in poche ore in un dramma familiare. Due persone hanno perso la vita e una bambina di appena sette mesi è stata ricoverata in condizioni molto gravi dopo una intossicazione da monossido di carbonio. Nell’abitazione si trovava anche un altro bambino, di sei anni, che è riuscito a uscire autonomamente, senza rimanere intrappolato all’interno del casolare.

La gravità della situazione ha richiesto l’intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine, arrivati sul posto dopo la segnalazione dell’emergenza. Per due degli occupanti, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. Per la neonata, invece, si è reso necessario il trasferimento urgente in ospedale attraverso l’elisoccorso, mentre sono ancora in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.
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La tragedia a Bocca d’Enza, due vittime nel casolare

L’episodio si è verificato a Bocca d’Enza, nel territorio di Mezzani, in provincia di Parma. All’interno del casolare sono stati rinvenuti i corpi senza vita di un uomo di 35 anni e di una donna di 32, entrambi di origine presumibilmente africana.

La prima ricostruzione dell’accaduto riconduce il decesso a una possibile esposizione al monossido di carbonio, un gas particolarmente insidioso perché non è percepibile attraverso i normali sensi e può provocare conseguenze gravissime senza che le persone esposte riescano ad accorgersi tempestivamente del pericolo.

Nell’edificio erano presenti anche due bambini. Il più grande, di sei anni, è riuscito a lasciare l’abitazione con le proprie forze. Diversa la situazione della sorellina, una neonata di sette mesi, che ha riportato conseguenze molto serie a causa dell’intossicazione.

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La neonata trasferita al Maggiore con l’elisoccorso

Per la piccola sono scattati immediatamente i soccorsi sanitari. Considerata la gravità delle sue condizioni, è stato disposto il trasferimento in elisoccorso all’ospedale Maggiore di Parma, dove è stata affidata alle cure dei sanitari.

La bambina di sei anni, invece, è riuscita a uscire autonomamente dal casolare. La presenza dei due minori rende ancora più drammatico il bilancio dell’accaduto, con una famiglia colpita da un episodio dalle conseguenze devastanti.

Sul luogo della tragedia sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118, impegnati nelle operazioni di soccorso e nelle prime verifiche per comprendere l’origine dell’intossicazione.

L’ipotesi della stufa malfunzionante: accertamenti in corso

Tra le prime ipotesi prese in considerazione dagli investigatori c’è quella di un possibile malfunzionamento di una stufa presente nell’abitazione. Un guasto all’impianto potrebbe aver provocato la diffusione del monossido di carbonio negli ambienti interni, esponendo le persone presenti a concentrazioni pericolose del gas.

Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora da verificare. Saranno gli accertamenti tecnici a dover chiarire se l’origine della tragedia sia effettivamente riconducibile al sistema di riscaldamento e quali circostanze abbiano determinato l’accumulo della sostanza nell’abitazione.

Dalle prime informazioni disponibili, inoltre, non sarebbero emersi elementi che facciano pensare a una condizione di degrado dell’immobile o a una particolare situazione di abbandono.

Restano dunque da chiarire le cause esatte dell’incidente e la dinamica che ha portato alla morte dei due adulti e al grave coinvolgimento della bambina. L’attenzione è ora rivolta soprattutto alle condizioni della neonata, ricoverata al Maggiore di Parma, mentre proseguono le verifiche delle forze dell’ordine per ricostruire ogni dettaglio della tragedia avvenuta a Mezzani.

Un episodio che riporta l’attenzione sui rischi legati alle intossicazioni da monossido di carbonio, soprattutto negli ambienti domestici, dove un problema a un apparecchio di riscaldamento può trasformarsi in un pericolo mortale.

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