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“Entrambi condannati”. Garlasco, adesso la notizia su Sempio e Stasi: cosa succede

Pubblicato: 31/10/2026 08:14

Il delitto di Chiara Poggi rischia di entrare nei manuali di diritto non solo per le indagini, ma per un cortocircuito processuale mai visto prima. A quasi vent’anni dal delitto, lo scenario che si apre è quello di due uomini condannati per lo stesso omicidio commesso da uno solo.

Da una parte Alberto Stasi, con condanna definitiva a 16 anni. I suoi legali, guidati da Antonio De Rensis, preparano per metà novembre una nuova istanza di revisione. Dall’altra Andrea Sempio, per il quale la Procura di Pavia sarebbe pronta a chiedere il rinvio a giudizio. Due binari destinati inevitabilmente a scontrarsi.

Garlasco, il paradosso giudiziario: due condanne per un solo omicidio, è possibile?

È la domanda che divide gli addetti ai lavori. A fare chiarezza è il parere del professor Oliviero Mazza, ordinario di Procedura Penale alla Bicocca di Milano, estraneo al caso.

La sua risposta spiazza: dal punto di vista strettamente legale, nulla lo impedisce.

Il codice non vieta di celebrare un processo contro un nuovo indagato anche se esiste già una sentenza definitiva per quel reato. Il nodo è un altro, ed è logico prima che giuridico.

Spiega Mazza: la sentenza che ha condannato Stasi, in base all’art. 238-bis c.p.p., è a tutti gli effetti una prova. Prova che l’assassino è lui. Finché quella pronuncia resta in piedi, in qualsiasi altro processo per l’omicidio di Garlasco si parte con una prova precostituita che indica un altro colpevole.

Il muro della Riforma Cartabia: serve la “ragionevole previsione di condanna”

Qui entra in gioco la Riforma Cartabia. Dal 2022, l’art. 425 c.p.p. impone che per mandare qualcuno a processo serva una ragionevole previsione di condanna.

Come si fa a prevedere ragionevolmente di condannare Sempio, se l’ordinamento considera già provato che l’omicidio lo ha commesso Stasi? È questo il vero ostacolo per il Gup di Pavia.

L’unica strada per sciogliere il nodo sarebbe far cadere prima la condanna di Stasi attraverso la revisione. Se invece si andasse avanti comunque e si arrivasse a una seconda condanna, si creerebbe un contrasto tra giudicati.

Due sentenze definitive che dicono cose inconciliabili non possono coesistere. L’unica soluzione, paradossale, sarebbe dover chiedere la revisione di entrambi i processi per annullarne uno. Un pasticcio giudiziario totale che rende il caso Garlasco un unicum nel diritto penale italiano.

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Ultimo Aggiornamento: 31/10/2026 08:52

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