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Garlasco, Garofano e la mail del 2017: «Non mi sono chiesto la provenienza dei documenti»

Pubblicato: 31/10/2026 14:39

Una comunicazione arrivata via mail, due consulenze tecniche allegate e una richiesta di documentazione per effettuare alcuni confronti. Sono questi gli elementi ricostruiti dal generale Luciano Garofano durante l’interrogatorio sul delitto di Garlasco, mostrato in esclusiva da «Quarto Grado».

Al centro del racconto c’è una mail ricevuta il 13 gennaio 2017 alle 19.49. Nel corso dell’interrogatorio, Garofano ha spiegato come arrivò in possesso degli atti e perché decise di acquisirli. Un passaggio che riguarda anche le consulenze tecniche relative al DNA attribuito ad Andrea Sempio e alcuni oggetti sui quali erano stati effettuati i prelievi.

La mail con le due consulenze tecniche

«Ci tengo a sottolineare che io in quel momento ho chiesto tutta la documentazione disponibile per poter fare i confronti del prelievo che è stato poi materialmente fatto», ha dichiarato Garofano, prima di ricostruire il contenuto della comunicazione ricevuta.

La mail faceva riferimento agli accordi intercorsi nella stessa giornata e conteneva due consulenze tecniche di parte. La prima, datata 1° dicembre 2016, era stata sottoscritta dal dottor Matteo Fabbri. La seconda, del 9 dicembre 2016, portava invece la firma del dottor Pasquale Linarello.

Nel documento venivano sollevati dubbi sull’effettiva attribuzione ad Andrea Sempio del DNA estratto da alcuni oggetti: un cucchiaino, una tazzina da caffè e una bottiglietta di plastica. Secondo quanto ricostruito durante l’interrogatorio, il materiale era stato fornito al dottor Fabbri da un’agenzia investigativa.

I dubbi riportati nella comunicazione riguardavano dunque l’identificazione del profilo genetico. Il passaggio, tuttavia, non permette da solo di stabilire a chi appartenessero effettivamente i campioni.

La provenienza degli atti e la spiegazione di Garofano

Nel corso del racconto, Garofano ha fatto anche il nome dell’avvocato Federico Soldani. Il generale ha inoltre riferito di aver ricevuto altri atti, tra cui un’istanza presentata dagli avvocati Bocellari e Giarda.

Garofano ha quindi spiegato che cosa fece dopo aver ricevuto il materiale: «Io ho stampato tutto». Una ricostruzione accompagnata da una precisazione sulla provenienza dei documenti, rispetto alla quale ha escluso di aver svolto ulteriori verifiche.

«Avendo ricevuto quella documentazione da tre professionisti, certo non mi sono chiesto la provenienza», ha affermato. Il generale ha così ricostruito le modalità con cui entrò in possesso delle consulenze e degli altri atti, ribadendo che la richiesta era finalizzata a ottenere tutta la documentazione necessaria per effettuare i confronti tecnici sui prelievi.

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