
Ci sono domeniche e sere di sport in cui il rettangolo verde si trasforma nel palcoscenico di una passione collettiva, fatta di urla di incitamento, corse a perdifiato e cori che rimbombano dagli spalti. Il calcio è un rituale fatto di gesti atletici, contrasti accesi e sogni d’inseguire un pallone fino all’ultimo secondo di recupero, quando la vittoria o il pareggio sembrano questione di un semplice soffio o di un’intuizione geniale.
Tuttavia, esistono momenti in cui il suono del fischietto e le grida della folla vengono spazzati via da un silenzio improvviso e gelido. Basta una frazione di secondo, un impatto sordo a centrocampo o un’uscita scomposta per trasformare una partita di campionato in un dramma umano che travalica ogni rivalità agonistica, lasciando compagni, avversari e tifosi con il fiato sospeso e lo sguardo fisso verso l’erba.

La lotta tra la vita e la morte dopo il crollo
Dopo lo scontro di gioco ad altissima velocità, la gravità della situazione è apparsa immediatamente evidente a tutti i presenti sul terreno di gara. Il soccorso tempestivo dei sanitari e le manovre d’emergenza hanno consentito di riattivare la circolazione al termine di un lunghissimo arresto cardiorespiratorio durato oltre quindici minuti. La corsa disperata in ospedale e il ricovero in terapia intensiva avevano riacceso una flebile speranza, con un quadro clinico inizialmente definito grave ma stabile.
La situazione è purtroppo precipitata durante la notte seguente. Un repentino e irreversibile peggioramento delle condizioni fisiche ha portato al tragico epilogo nella mattinata di martedì 3 novembre 2026, quando i medici si sono dovuti arrendere alle lesioni e alle complicazioni riportate nell’incidente.

Il lutto nel calcio spagnolo e il dramma del Tenerife
Il mondo dello sport piange la scomparsa di Jesús de Miguel Alameda, sfortunato attaccante del Tenerife deceduto ad appena ventiquattro ore dallo scontro con il portiere dell’Andorra, l’estremo difensore Owono. La notizia ha sconvolto l’intero ambiente della seconda divisione spagnola, lasciando nello sconforto compagni di squadra e tifosi.
La società calcistica ha espresso il proprio immenso dolore attraverso una nota ufficiale con cui ha annunciato la tragica notizia: “Strappati dal dolore, con un nodo in gola e incapaci di credere che questo sia vero, dal CD Tenerife comunichiamo la tragica scomparsa, questo martedì, 3 novembre 2026, alle 8:00, di Jesús de Miguel Alameda. Non ci sono parole di conforto; non c’è assolutamente nulla che possa attenuare questo sentimento colmo di tristezza. Siamo accanto alla sua famiglia devastata, accanto ai suoi cari, accanto a tutto il tinerfeñismo che oggi piange per questo crudele epilogo. La famiglia di Jesús de Miguel ringrazia per ogni singola dimostrazione di sostegno ricevuta e, allo stesso modo, chiede, di cuore, il massimo rispetto per la loro privacy in questi terribili momenti”.
La dinamica dell’incidente e le polemiche in campo
L’incidente si è verificato nei minuti finali di recupero della sfida tra Tenerife e Andorra, sul punteggio di due a due. Il giocatore stava inseguendo un pallone vagante a ridosso del cerchio di centrocampo per innescare un possibile contropiede, quando è stato travolto dall’uscita irruenta del portiere avversario.
Nell’impatto ad altissima velocità, il ginocchio destro di Owono ha colpito con violenza il petto del calciatore, provocandone il crollo immediato e la perdita di conoscenza. Il direttore di gara ha estratto il cartellino rosso ed espulso l’estremo difensore, mentre in tutto il paese infuriano le polemiche per un’uscita fuori dai pali giudicata da tutti estremamente pericolosa e rivelatasi purtroppo drammaticamente fatale.


