
Una svolta nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. La Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia. Ad annunciarlo è stato il giornalista Carmelo Schininà, con un messaggio pubblicato su X, accompagnato dal comunicato ufficiale della Procura, datato 3 novembre 2026 e firmato dal procuratore della Repubblica Fabio Napoleone.
La richiesta arriva dopo la valutazione degli elementi raccolti durante le indagini, compresi gli ultimi atti depositati dalla difesa dell’indagato. Nell’imputazione formulata dai magistrati vengono contestate anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti, questi ultimi ricondotti, secondo l’ipotesi accusatoria, all’odio maturato nei confronti della vittima dopo il rifiuto di un approccio sessuale.
L’annuncio di Carmelo Schininà: «Ora inizia un nuovo capitolo»
A rendere pubblica la notizia è stato il giornalista Carmelo Schininà, che sul proprio profilo X ha scritto:
«NOTIZIA: la procura di Pavia ha appena chiesto il processo per Andrea Sempio. Ribadisce il movente già noto e le aggravanti. Ora inizia un nuovo capitolo della vicenda che avrà più di un colpo di scena».
NOTIZIA: la procura di Pavia ha appena chiesto il processo per Andrea Sempio. Ribadisce il movente già noto e le aggravanti. Ora inizia un nuovo capitolo della vicenda che avrà più di un colpo di scena. #garlasco #ignotox #tgla7
— Carmelo Schininà (@skin_1976) November 3, 2026
Il messaggio è accompagnato dal comunicato stampa della Procura di Pavia, che conferma la richiesta di rinvio a giudizio e riporta integralmente il capo d’imputazione formulato nei confronti di Sempio. Nel documento si legge: «La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha richiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al Tribunale di Pavia». La decisione segna il passaggio a una nuova fase giudiziaria dell’inchiesta. La richiesta della Procura, tuttavia, non equivale a una condanna né all’apertura automatica del processo: spetterà al giudice competente valutare se disporre il rinvio a giudizio.
L’accusa: Chiara Poggi colpita ripetutamente e trascinata verso la cantina
Il comunicato contiene una ricostruzione dettagliata dell’aggressione che, secondo gli inquirenti, avrebbe provocato la morte di Chiara Poggi.
La Procura contesta ad Andrea Sempio il reato di omicidio volontario aggravato, richiamando gli articoli 575, 577 e 61 del Codice penale. Secondo il capo d’imputazione, dopo un’iniziale colluttazione la vittima sarebbe stata colpita ripetutamente con un oggetto contundente, prima nella regione frontale sinistra e nella zona zigomatica destra, fino a cadere a terra. L’aggressore, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, l’avrebbe poi trascinata verso la porta d’accesso alla cantina.

A quel punto, dopo una reazione della giovane, che avrebbe cercato di difendersi mettendosi carponi, sarebbero stati inferti almeno tre o quattro ulteriori colpi alla testa, facendole perdere conoscenza. La Procura sostiene che il corpo sarebbe stato successivamente spinto lungo le scale che conducevano alla cantina e che, nonostante Chiara fosse già incosciente, l’aggressione sarebbe proseguita con almeno altri quattro o cinque colpi nella regione posteriore del cranio.
Le gravi lesioni cranio-encefaliche avrebbero infine provocato la morte della giovane. Si tratta della ricostruzione contenuta nell’imputazione, che dovrà essere sottoposta al vaglio dei giudici e al confronto con le argomentazioni della difesa.
Le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti
Uno degli aspetti più rilevanti del comunicato riguarda le aggravanti contestate dalla Procura. La prima è quella della crudeltà, che i magistrati collegano alle modalità dell’aggressione e al numero delle ferite. Nel documento si parla dell’«efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima», specificando che sarebbero state riscontrate almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto. La seconda aggravante riguarda i motivi abietti. Su questo punto la Procura indica esplicitamente il movente ipotizzato: l’omicidio sarebbe stato commesso per ragioni «riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

È dunque questa la motivazione che gli inquirenti attribuiscono al delitto nell’imputazione formulata nei confronti di Sempio. Un’ipotesi accusatoria particolarmente significativa, che dovrà essere dimostrata nelle sedi giudiziarie competenti e che, allo stato, non costituisce un fatto accertato.
La Procura: «Gli elementi probatori saranno esposti davanti ai giudici»
Nella parte conclusiva del comunicato, firmato dal procuratore Fabio Napoleone, viene chiarito che la valutazione approfondita delle prove sarà affrontata davanti all’autorità giudiziaria. «Ogni argomentata valutazione concernente la rilevanza e il significato dell’insieme degli elementi probatori acquisiti sarà esposta davanti ai giudici competenti nel luogo del Tribunale di Pavia», si legge nella nota.
Una precisazione con cui la Procura conferma di voler illustrare nelle sedi processuali il quadro degli elementi raccolti durante l’inchiesta. La richiesta è stata avanzata dopo aver esaminato anche la documentazione più recente presentata dai difensori di Andrea Sempio, come specificato espressamente nel comunicato.

Andrea Sempio e Marco Poggi, fratello della vittima
Cosa succede ora nel caso Garlasco
Con la richiesta di rinvio a giudizio, la Procura di Pavia ritiene che gli elementi acquisiti siano sufficienti per chiedere che Andrea Sempio venga processato per l’omicidio di Chiara Poggi. Il prossimo passaggio sarà la valutazione del giudice, che dovrà decidere se accogliere la richiesta e disporre il processo oppure adottare una diversa decisione prevista dalla legge.
Resta ferma la presunzione di innocenza dell’indagato. La vicenda giudiziaria si inserisce in un caso che ha già portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. La nuova iniziativa della Procura apre dunque un ulteriore capitolo giudiziario, il cui sviluppo dovrà essere valutato anche alla luce delle precedenti decisioni. Come anticipato da Carmelo Schininà, l’inchiesta entra ora in una fase decisiva. Il documento della Procura rende pubblica una contestazione precisa, con una ricostruzione dell’aggressione, un movente ipotizzato e due aggravanti. Sarà però il confronto giudiziario a stabilire quale valore attribuire alle prove e se le accuse nei confronti di Andrea Sempio potranno trovare conferma.
Il disegno, i diari e la scritta: “Io aiutato”
Stando a quanto emerso nel servizio, la pagina è scritta in stampatello e contiene riferimenti ad alcuni episodi di suicidio registrati nella zona di Garlasco. Tra le annotazioni, secondo Mattino 5, compare il nome di Giovanni Ferri. Il foglio menziona inoltre un «uomo misterioso», espressione riportata dalla trasmissione nell’esame degli appunti.
Un altro passaggio riguarda le parole poste alla fine della pagina: il programma le ha interpretate come «io ho aiutato». Il significato dell’espressione non è chiarito e la lettura proposta durante la puntata resta un’interpretazione di quella parte del manoscritto.


