
La sconfitta per 4-1 contro il Porto in Champions League lascia ferite profonde, ma il risultato rischia di passare in secondo piano rispetto a quello che sta accadendo dentro il Napoli. A Oporto va in scena una serata da dimenticare, con tensioni, nervosismo e fratture che emergono pubblicamente. Lo spogliatoio sembra essersi trasformato in una polveriera, tra accuse incrociate e dichiarazioni che fotografano un gruppo in evidente difficoltà. Per la squadra di Allegri è una delle notti più complicate della stagione.
A rendere ancora più pesante il clima sono le parole dei protagonisti, che raccontano una realtà diversa da quella descritta dall’allenatore nel dopogara. Hojlund prende le distanze da Allegri, McTominay parla di situazione «inaccettabile» e Politano lancia un messaggio diretto ai compagni: «Mettiamoci tutti la faccia, non solo noi italiani». Intanto, a bordo campo, esplode anche il confronto tra De Bruyne e Lucca, protagonisti di un acceso battibecco. Segnali di una tensione che non sembra più possibile nascondere.

La prima scintilla arriva proprio al termine della partita. Sono passati appena dieci minuti dal fischio finale quando Kevin De Bruyne rimprovera Lorenzo Lucca per una lettura di gioco sbagliata. Il centravanti, appena entrato, reagisce a muso duro e risponde con parole pesanti: «Perché parli? Perché? Vaffa…». Un confronto ravvicinato, ripreso dalle telecamere, che restituisce tutta la frustrazione accumulata durante una serata disastrosa. Non più soltanto nervosismo per una sconfitta, ma un malessere che affiora davanti a tutti.
A rompere il silenzio è soprattutto Matteo Politano, che non nasconde la rabbia: «Sono molto incazzato, dobbiamo farci un esame di coscienza, stare zitti e lavorare». Poi arriva il passaggio che fa discutere: «Ci metto sempre la faccia, vorrei venisse qualche altro compagno a dare spiegazioni, non sempre noi italiani… Ma va bene così». Un riferimento che sembra chiamare in causa anche i giocatori stranieri, invitati a condividere pubblicamente le responsabilità. Politano prova comunque a chiarire: «Non è un attacco contro nessuno, siamo col mister ma stiamo faticando».
L’esterno individua anche i problemi che stanno condizionando la squadra, andando oltre le questioni tattiche. «Abbiamo preso due gol su tre calci d’angolo con un atteggiamento che non possiamo mantenere. Non è più una questione tattica, ma una questione di cattiveria, anche nel cercare di fare gol». La richiesta è quella di ricompattarsi rapidamente, ritrovare energie e concentrazione in vista del prossimo impegno. «C’è da raggrupparci e pensare a domenica», aggiunge, auspicando anche il recupero di alcuni degli infortunati.
Ancora più netto è Rasmus Hojlund, che interviene ai microfoni con parole destinate a far discutere. Il centravanti danese non condivide affatto l’analisi di Allegri, secondo cui il Napoli avrebbe disputato una buona partita per circa settanta minuti. «Non sono d’accordo con il mister, non abbiamo giocato una buona partita, non abbiamo giocato bene. Dobbiamo smettere di perdere le partite, adesso sono davvero tante». Poi allarga il discorso all’intero ambiente: «Guardiamoci allo specchio, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, dai giocatori all’allenatore e alla società». Una presa di posizione che rende evidente la distanza tra la lettura dell’allenatore e quella di una parte della squadra.
Sulla stessa linea si inserisce Scott McTominay, che non cerca giustificazioni nonostante le difficoltà legate a una rosa decimata dagli infortuni. «Sono molto arrabbiato, è vero siamo in pochi ma dobbiamo reagire. Inaccettabile, torniamo tutti a casa e riflettiamo». Il centrocampista ammette di non riuscire nemmeno a spiegare a parole quello che sta succedendo. Nel frattempo, anche il silenzio della dirigenza alimenta le preoccupazioni: a Oporto non erano presenti il presidente Aurelio De Laurentiis, il vicepresidente Edoardo De Laurentiis e l’amministratore delegato Chiavelli. Allegri, dal canto suo, invita a non cercare colpevoli: «Tutti sanno cosa non va, ma accusare in questo momento serve a poco».
La notte del Dragao si chiude in hotel, dove il clima resta teso e le discussioni proseguono anche dopo la partita. Il Napoli riparte da Oporto con una sconfitta pesante e interrogativi che vanno ben oltre il campo. All’orizzonte c’è già un altro appuntamento delicato: domenica la sfida contro la Lazio, un passaggio importante per provare a invertire la rotta anche in campionato. Ma prima servirà ricucire le distanze, ritrovare unità e dare risposte concrete. Perché il 4-1 contro il Porto fa male, ma le crepe emerse nello spogliatoio rischiano di pesare ancora di più.


