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Midterm Usa, Tajani prende le distanze da Trump: «Non siamo mai stati trumpiani, neanche Meloni

Pubblicato: 05/11/2026 16:01

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti riaccendono il dibattito politico anche in Italia, ma i due principali esponenti del governo scelgono di ribadire la propria autonomia rispetto al presidente americano Donald Trump. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani prende apertamente le distanze dall’etichetta di trumpiano, mentre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolinea che i rapporti tra Roma e Washington non dipendono dagli equilibri politici interni agli Stati Uniti.

«Non siamo mai stati trumpiani. Neanche Meloni è una Maga, per carità. Noi siamo conservatori. Io? Sono berlusconiano», ha dichiarato Tajani in un’intervista a Il Messaggero.it.

Una posizione che arriva mentre Meloni, intervistata dal nuovo Quotidiano Nazionale, rivendica la continuità dell’alleanza con Washington e rivolge una critica alle opposizioni italiane.

Tajani: «Non siamo trumpiani, siamo conservatori»

Le parole del leader di Forza Italia segnano una distinzione tra l’identità politica del centrodestra italiano e il movimento Maga, acronimo di Make America Great Again, legato a Donald Trump.

Tajani respinge l’idea che il governo italiano debba essere identificato con il presidente americano o con la sua corrente politica.

«Non siamo mai stati trumpiani», afferma, estendendo il ragionamento anche alla presidente del Consiglio: «Neanche Meloni è una Maga, per carità».

Il vicepremier definisce invece la collocazione politica della maggioranza attraverso il riferimento al conservatorismo, rivendicando per sé una specifica identità: «Io? Sono berlusconiano».

Il richiamo a Silvio Berlusconi sottolinea la tradizione politica alla quale Tajani continua a fare riferimento, distinta da quella del movimento trumpiano.

Le sue dichiarazioni non costituiscono una presa di distanza dall’alleanza con gli Stati Uniti, ma una precisazione sull’identità politica dei partiti che sostengono l’esecutivo italiano.

Meloni dopo il voto americano: «Il giudizio degli elettori merita rispetto»

La presidente del Consiglio ha scelto una linea istituzionale, evitando di esprimere valutazioni dirette sulla sconfitta dei repubblicani nelle midterm del 3 novembre.

«Non siamo soliti commentare le dinamiche di politica interna di altre nazioni. Gli americani hanno votato e il loro giudizio merita rispetto», ha dichiarato Giorgia Meloni al Quotidiano Nazionale, nel giorno del debutto della nuova testata.

La premier ha quindi escluso ripercussioni sui rapporti bilaterali: «Per i rapporti tra Italia e Stati Uniti non cambia nulla: per noi gli Usa sono un alleato fondamentale indipendentemente da chi li governa o dalle maggioranze parlamentari». adnkronos.com+1

L’attacco di Meloni alla sinistra: «Ora riscoprirà gli Stati Uniti come alleati»

Pur evitando giudizi diretti sul voto americano, Meloni ha colto l’occasione per rivolgere una critica alle opposizioni italiane.

«A differenza della sinistra, che ora riscoprirà, come per magia, che gli Stati Uniti sono un grande alleato. Se così sarà, tuttavia, non possiamo che esserne contenti», ha affermato.

La presidente del Consiglio sostiene così che il rapporto con Washington debba rimanere stabile, indipendentemente dall’orientamento politico del Congresso o dall’identità del presidente.

Il riferimento alla sinistra introduce però un elemento di confronto interno: secondo la premier, le opposizioni potrebbero modificare il proprio atteggiamento verso gli Stati Uniti alla luce del risultato favorevole ai democratici. adnkronos.com+1

La sconfitta di Trump e le conseguenze politiche

Le dichiarazioni dei due esponenti del governo arrivano dopo un risultato elettorale sfavorevole al Partito repubblicano, con i democratici che hanno conquistato il controllo del Congresso.

L’esito delle elezioni di metà mandato modifica gli equilibri parlamentari americani e pone nuovi vincoli all’azione politica di Trump, che rimane comunque presidente degli Stati Uniti. Ansa.it+1

In Italia, il risultato ha alimentato il confronto tra maggioranza e opposizione. Alcuni esponenti del centrosinistra hanno interpretato le parole di Tajani come un tentativo di prendere le distanze da Trump dopo la sconfitta repubblicana. Il vicepremier respinge invece questa lettura, sostenendo di aver sempre distinto l’alleanza con gli Stati Uniti dall’adesione al movimento Maga. Ansa.it+1

Tajani ha ribadito il concetto anche nell’intervista al Messaggero pubblicata il 5 novembre: «Essere alleati non significa essere sottomessi».

Il ministro ha ricordato le divergenze avute con Washington su alcune questioni internazionali, tra cui la Groenlandia, la guerra in Iran e le posizioni americane sulla Corte penale internazionale. esteri.it

Il messaggio politico che emerge dalle dichiarazioni di Meloni e Tajani è dunque comune: la collaborazione con gli Stati Uniti resta un punto fermo della politica estera italiana, mentre l’appartenenza al movimento di Donald Trump non viene rivendicata come elemento identitario della maggioranza.

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