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Papa Leone XIV arriva in Uruguay dopo quasi 40 anni: il programma del viaggio e le preoccupazioni per la salute

Pubblicato: 06/11/2026 07:14

«Vi annuncio una grande gioia». È questo il motto scelto per il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Uruguay, dove il pontefice è atteso venerdì 6 novembre per una visita che si concluderà domenica 8. Un appuntamento significativo per il Paese sudamericano, che torna ad accogliere un Papa a quasi quarant’anni dalle visite di Giovanni Paolo II, avvenute nel 1987 e nel 1988.

Il viaggio di Robert Francis Prevost arriva dopo settimane di apprensione per le sue condizioni di salute, in seguito alla scoperta di un nodulo maligno al polmone e al successivo intervento chirurgico al Policlinico Gemelli di Roma. Dopo la convalescenza, i medici hanno autorizzato la partenza e il Vaticano ha confermato l’intero programma.

Al centro della visita ci saranno la fede, le difficoltà sociali, il ruolo della famiglia e le sfide che la Chiesa cattolica affronta in uno dei Paesi più laici dell’America Latina.

Papa Leone XIV in Uruguay, l’arrivo a Montevideo e l’incontro con il presidente

Il pontefice arriverà venerdì 6 novembre all’aeroporto internazionale di Montevideo-Carrasco, dove l’atterraggio è previsto alle 16.30 locali, le 20.30 in Italia.

La prima tappa ufficiale sarà la cerimonia di benvenuto in Plaza Independencia, uno dei luoghi simbolo della capitale uruguaiana.

Seguiranno gli incontri con le autorità politiche, i rappresentanti della società civile e il presidente della Repubblica, Yamandú Orsi.

La giornata si concluderà nella Cattedrale Metropolitana dell’Immacolata Concezione e dei Santi Filippo e Giacomo, dove Leone XIV presiederà la celebrazione dei vespri insieme a sacerdoti, religiosi e rappresentanti della comunità ecclesiale.

Nel logo ufficiale del viaggio compaiono l’immagine del Papa e quella della Virgen de los Treinta y Tres, patrona dell’Uruguay e figura particolarmente importante per la tradizione religiosa nazionale.

Sabato 7 novembre, la messa a Paysandú e la veglia allo Stadio del Centenario

La seconda giornata sarà caratterizzata da numerosi appuntamenti pubblici.

Sabato 7 novembre il Papa raggiungerà Paysandú, nella parte occidentale dell’Uruguay, dove incontrerà i fedeli e celebrerà la messa nel Parque París Londres.

Successivamente tornerà a Montevideo per una visita alla parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe, nel quartiere di Casavalle.

La scelta di questa tappa assume un particolare significato sociale. Casavalle è infatti un’area della periferia centro-settentrionale della capitale caratterizzata da diffuse difficoltà economiche e sociali.

Qui il pontefice incontrerà le realtà locali impegnate nel sostegno alle persone più vulnerabili.

Nel pomeriggio è previsto anche un appuntamento all’Università Cattolica dell’Uruguay, dove Leone XIV si rivolgerà ai rappresentanti del mondo dell’educazione.

La giornata terminerà con uno degli eventi più attesi dell’intera visita: una veglia di preghiera allo Stadio del Centenario, destinata a riunire un gran numero di fedeli.

Domenica 8 novembre, la messa al Santuario della Virgen de los Treinta y Tres

L’ultima giornata del viaggio porterà Papa Leone XIV a Florida, cittadina situata a circa 90 chilometri da Montevideo.

Il luogo riveste un’importanza particolare nella storia dell’Uruguay, perché proprio qui, nel 1825, venne proclamata la dichiarazione d’indipendenza del Paese.

Florida è anche uno dei principali centri di devozione cattolica grazie alla presenza del Santuario Nazionale della Virgen de los Treinta y Tres.

Nella piazza antistante il santuario, il pontefice celebrerà la messa domenicale, uno dei momenti religiosi centrali del viaggio.

Successivamente pranzerà con i vescovi uruguaiani nella casa di accoglienza Jesús Buen Pastor, prima di rientrare a Montevideo per la cerimonia ufficiale di congedo all’aeroporto.

I temi della visita: laicità, famiglia, violenza e narcotraffico

La visita di Leone XIV avrà anche un importante significato pastorale.

Tra le questioni che il pontefice dovrebbe affrontare figurano la laicità, il ruolo della famiglia, la violenza, il narcotraffico e le difficoltà dell’evangelizzazione.

Sono temi già emersi durante l’udienza concessa il 18 settembre scorso in Vaticano ai vescovi uruguaiani, guidati dal cardinale Daniel Sturla e dal vescovo Milton Tróccoli.

Secondo i dati citati da Equipos Consultores, la comunità cattolica uruguaiana conta circa 1,3 milioni di fedeli, pari a un terzo della popolazione.

Una presenza significativa, ma inserita in una società storicamente caratterizzata da una forte tradizione laica.

Il viaggio rappresenta quindi un’occasione per rafforzare il legame tra la Chiesa locale e il Vaticano, ma anche per richiamare l’attenzione sulle difficoltà vissute da una parte della popolazione.

Il tumore al polmone e l’operazione al Gemelli: le preoccupazioni per la salute del Papa

La partenza per l’Uruguay è stata preceduta da settimane di incertezza.

L’11 ottobre, al termine dell’Angelus, Leone XIV aveva annunciato personalmente la scoperta di un nodulo maligno al polmone.

La notizia aveva sollevato interrogativi sulla possibilità che il pontefice potesse affrontare un viaggio internazionale così impegnativo.

Il martedì successivo Prevost era stato ricoverato al Policlinico Gemelli, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Dopo una degenza relativamente breve e il ritorno in Vaticano, i medici hanno dato il via libera alla trasferta sudamericana.

Il Papa ha quindi confermato il programma, affidando ai social un messaggio rivolto ai fedeli.

«Sono felice di poter tornare nel continente nel quale ho vissuto tanti momenti della mia vita. Possa questo viaggio essere un’occasione per aprire i nostri cuori gli uni agli altri, rafforzare la nostra comunione come fratelli e sorelle e rinnovare il nostro impegno ad annunciare il Vangelo con gioia».

Un messaggio che riassume il significato spirituale della visita: tornare in America Latina, continente profondamente legato alla sua esperienza personale e religiosa, per incontrare le comunità cattoliche e rilanciare un messaggio di fraternità e speranza.

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