
È il primo Pontefice nella storia ad avere inviato la scheda di voto al suo Paese. Un messaggio in favore del diritto di voto. E, per qualcuno, visto il risultato negli Usa, qualcosa di più. “Sono fiero di essere americano e sono fiero di avere esercitato un diritto”, quello di aver votato per le elezioni di midterm negli Stati Uniti. Papa Leone, il primo Pontefice nella storia ad avere inviato la scheda di voto al suo Paese, non torna indietro e spiega l’importanza di quel gesto conversando con i giornalisti sul volo che da Roma lo ha portato a Montevideo. Prevost è arrivato in Sudamerica: prima tappa l’Uruguay, alla quale seguiranno anche l’Argentina e il Perù.
Papa Leone XIV: votare “è una cosa buona”
E a chi gli chiede se fosse propenso a votare anche per eventuali elezioni proprio in Perù, considerato che ha la cittadinanza anche di questo Paese dove ha vissuto 20 anni, ha spiegato che in questo caso non è possibile ma che volentieri lo farebbe perché votare “è una cosa buona”.
La salute del Papa: “Fede in Dio, buoni medici e uno stile di vita sano”
Ma nel saluto ai circa 80 giornalisti che lo stanno accompagnando in questo viaggio, il Papa parla soprattutto, e lo fa apertamente, della sua salute. È in buona forma, affronta domande, saluti, strette di mano e soprattutto le oltre 13 ore di volo intercontinentale. È contento di questa ‘trasferta’ internazionale. “Lo so che molti avevano dubitato sulla possibilità di questo viaggio – dice -, io invece non ho mai avuto dubbi che si potesse procedere”. Sottolinea che il suo segreto sono “la fede in Dio, i buoni medici e uno stile di vita sano”. A chi gli chiede se abbia ripreso anche a giocare a tennis risponde: “Non ancora, ma lo farò”.
Leone XIV e la pace: “Purtroppo c’è ancora molto da fare”
E torna nelle sue parole anche la questione della pace, un obiettivo che resta per Leone XIV la priorità. Dopo le telefonate al presidente russo Vladimir Putin, in questo caso proprio dal letto d’ospedale del Gemelli, e a quello ucraino Volodymyr Zelensky, per consentire una tregua per quella cittadina stremata, Oleshky, con gli abitanti ridotti alla fame, il Papa ha commentato: “Grazie a Dio per quanto è riuscito”, “un gesto umanitario può salvare la vita”, “speriamo che non sia un caso isolato”. “Purtroppo però c’è ancora molto da fare per arrivare alla pace”, ha aggiunto Leone.
Infine anche il tempo per qualche battuta, tra chi gli dona un bicchiere per il mate o un disco di Laura Pausini, noccioline americane e libri vari. Dopo Bob Dylan i vaticanisti vorrebbero vedere Bruce Springsteen e addirittura assistere ad un suo concerto in Vaticano. “Some things are above my pay grade”, una battuta che in italiano più o meno suona: è un affare che va oltre le competenze del mio stipendio.


