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La foto di Tajani con il cappellino Maga, il ministro: «False notizie per attaccarmi»

Pubblicato: 07/11/2026 13:58

Una furiosa tempesta mediatica e istituzionale si scatena ai vertici della politica nazionale, trasformando un velenoso scontro digitale nell’ennesimo terreno di scontro ideologico e normativo sulle insidie della propaganda moderna. Tra la repentina diffusione di contenuti multimediali finiti sotto la lente delle smentite ufficiali, le infuocate richieste di scuse formali avanzate dai vertici dell’esecutivo e le crescenti preoccupazioni relative all’uso distorto dei nuovi strumenti tecnologici nella comunicazione pubblica, il dibattito tra gli schieramenti raggiunge livelli di altissima tensione. Una controversia esplosiva che valica i confini della provocazione per investire direttamente il tema della trasparenza e della deontologia politica.

Scontro totale tra maggioranza e opposizione a margine della tornata elettorale americana: al centro del bufera c’è il presidente del Pd Stefano Bonaccini, costretto a fare un passo indietro dopo aver pubblicato in rete una foto ironica del ministro degli Esteri Antonio Tajani con in testa il celebre cappellino rosso con la scritta «Make America great again».L’ex governatore emiliano ha annunciato la rimozione del contenuto affermando: «Vista la richiesta di Forza Italia e per non ingenerare equivoci, ho rimosso il post con un “meme” ironico su Antonio Tajani che indossava il cappellino Maga, che pur aveva tenuto come ampiamente documentato». Il capo della Farnesina ha replicato duramente al post, accusando l’esponente dem di ricorrere alla disinformazione: «Spiace ci siano persone come il presidente del Pd che usino stessi sistemi, cioè false notizie, per attaccarmi, per mostrare quello che non sono. Faccio un appello a tutte le forze politiche, la disinformazione anche politica aiuta le false informazioni anche per altri fini. Spiace che il Pd abbia fatto scelte di questo tipo, evidentemente la cultura della disinformatia non è uscita dal suo convincimento politico».

In una precedente intervista al Qn, Tajani aveva già smentito categoricamente le ricostruzioni sull’episodio avvenuto in margine a un evento internazionale: «La storia del cappellino l’ho chiarita: partecipavo da osservatore alla conferenza americana su Gaza, il Board of peace. Mi hanno regalato quel cappellino rosso, ma l’ho lasciato sul tavolo. Mai portato in Italia e tantomeno mai indossato».

Le reazioni del centrodestra e l’attacco ad Elly Schlein

L’episodio ha scatenato una reazione corale da parte di governo e maggioranza. Il portavoce di Forza Italia Raffaele Neviha parlato di «livello più basso della storia della Repubblica», ricordando peraltro le minacce di morte affrontate dal ministro Tajani e la sua sottoposizione a regime di protezione. Il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini ha sollecitato l’intervento dell’Agcom affinché valuti idonee norme nella comunicazione elettorale, definendo grave l’uso dell’intelligenza artificiale per denigrare i rappresentanti delle istituzioni.

Il presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato Maurizio Gasparri ha attaccato Bonaccini definendolo «un bugiardo» che «ha cancellato il post ma non si è scusato per la sua condotta da falsario», chiamando in causa direttamente la segretaria dem Elly Schlein. Sulla stessa linea la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, che ha sottolineato come l’eliminazione del tweet non basti ad archiviare la vicenda: «Cancellare un post non significa assumersi le proprie responsabilità».

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