
Donald Trump passa al contrattacco dopo le elezioni di metà mandato e punta direttamente contro il Partito democratico. Il presidente degli Stati Uniti ha ordinato al Dipartimento di Giustizia di indagare sulle presunte minacce rivolte a numerosi esponenti repubblicani, accusando gli avversari politici di utilizzare la prospettiva dell’impeachment e di altre sanzioni come strumenti di intimidazione. In un lungo messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha parlato apertamente di «estorsione», chiedendo che i responsabili vengano perseguiti e arrivando a sostenere che dovrebbero finire in prigione.
La nuova offensiva arriva all’indomani della nomina di Stephen Miller a capo di gabinetto della Casa Bianca, una scelta che segna un ulteriore irrigidimento della linea presidenziale. Miller, noto per le sue posizioni radicali sull’immigrazione, aveva definito i democratici «terroristi». Ora è lo stesso Trump ad alzare i toni, sostenendo che gli avversari stiano minacciando il procuratore generale e altri funzionari dell’amministrazione senza alcuna ragione giuridica. Secondo il presidente, non sarebbe stato commesso né ipotizzato alcun comportamento tale da giustificare una procedura di impeachment.
L’accusa di estorsione e l’attacco alla senatrice Slotkin
Il messaggio, pubblicato sabato 7 novembre su Truth Social, contiene una richiesta esplicita di intervento della giustizia federale. Trump accusa i democratici di aver inviato lettere minatorie a diversi esponenti politici e di aver preso di mira anche i finanziatori del Partito repubblicano. A suo giudizio, alcuni donatori sarebbero stati minacciati di reclusione e di altre punizioni esclusivamente per il loro sostegno politico. «Si tratta di estorsione ai massimi livelli», sostiene il presidente, che pretende conseguenze per chi avrebbe organizzato queste pressioni. Le accuse vengono presentate da Trump come il motivo per avviare le indagini.
Nel mirino finisce anche Elissa Slotkin, senatrice democratica del Michigan, accusata dal presidente di voler colpire persino i giovani che condividono i valori repubblicani o manifestano simpatia per il partito. Trump definisce i suoi avversari «estorsori», invoca il carcere e conclude con un appello ai propri sostenitori: «I repubblicani devono svegliarsi e in fretta!». Dopo la sconfitta elettorale, dunque, il presidente sceglie di rilanciare lo scontro politico e giudiziario. La prospettiva di nuove iniziative di impeachment da parte dei democratici diventa così il terreno di una nuova battaglia alla Casa Bianca.


