La grossa fetta di evasione fiscale in Italia proviene da lavoratori autonomi ed imprese.
Dal rapporto allegato alla Nadef 2020 incentrato sui risultati ottenuti dalle misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva emerge che imprese e lavoratori autonomi corrispondono ad un terzo dell’evasione complessiva nazionale. Eludono oltre 30 miliardi di euro all’anno mentre allo Stato mancano più di 100 miliardi annui.
L’Erario ha un buco di circa il 70% dell’incasso atteso, mentre la stima del tax gap diffusa dal ministero dell’Economia si riferisce ad oltre il 93% delle imposte dovute.
Che altro bisogna sapere?
Evasione fiscale nel triennio 2015-2017: Iva al primo posto
Gli ultimi dati disponibili sul gap fiscale si riferiscono al triennio 2015-2017 e riportano il seguente quadro.
L’IVA è l’imposta più evasa: 36 miliardi di euro all’anno sottratti alle tasche dello Stato anche se la percentuale scende passando dal 27% del 2013 al 24% del 2018.
La situazione del canone Rai è, invece, migliorata da quando il pagamento dell’imposta sulla Tv è stato allegato alla bolletta della luce. Così facendo, l’ammanco del 36,6% registrato nel 2015 è sceso al 10% con un recupero di 800 milioni di euro all’anno.
Nel triennio 2015-2017, il buco medio complessivo è di circa 107,2 miliardi così ripartito: 95,9 miliardi di entrate tributarie non incassate e 11,3 miliardi di entrate contributive mancate.
Il buco fiscale italiano: dati sulle varie imposte
Il buco fiscale sull’economia non osservata viene stimato dall’Istat in 195 miliardi di euro circa all’anno.
L’ammanco comprende l’Irpef (distinta per lavoratori autonomi, imprese e lavoratori dipendenti irregolari), l’Iva, l’Ires, l’Irap, canone Rai, cedolare secca sulle locazioni, accise. Imu e Tasi su immobili differenti dall’abitazione principale, addizionali locali Irpef.
I dati del 2018 sono provvisori, devono ancora essere aggiornati e pubblicati dall’Istat, ma mostrano una diminuzione di circa 5 miliardi di euro del tax gap. Secondo i tecnici del ministero ciò è dovuto agli effetti di importanti misure contro l’evasione fiscale ed all’estensione del meccanismo di scissione dei pagamenti Iva.
A cavallo tra il 2017 e il 2018, l’Iva evasa è passata da 36,8 miliardi a 33,3 miliardi di euro.
Mentre canone Rai e Tasi restano stabili, quasi tutte le imposte hanno registrato dati in miglioramento.
Il gap dell’Irpef (imprese e lavoro autonomo) è diminuito di 656 milioni di euro, mentre quello riguardante le accise sui prodotti energetici è sceso di 587 milioni di euro.
Restano invariate le evasioni dell‘IMU (4,9 miliardi) e dell‘Irap (5 miliardi).
Difficoltà nella lotta all’evasione fiscale in tempi di pandemia
Il rapporto allegato alla Nadef 2020 evidenza la perdita di forza nella lotta all’evasione fiscale in tempi di pandemia.
La stima degli incassi per il 2020 risulta inferiore rispetto al 2019 (circa 6,8 miliardi di euro). Rifletterebbe un segnale di sospensione in termini di attività di accertamento e controllo da parte dell’Amministrazione fiscale in tempi di emergenza sanitaria.


