Vai al contenuto

È morto il mito del ‘900: sua la frase che abbiamo usato tutti nella vita

Pubblicato: 08/08/2025 21:56

Nel silenzio di una casa dell’Illinois, se n’è andato uno di quei volti che hanno trasformato un’epoca in leggenda. Le sue giornate erano ormai ritmate dai ricordi: il ruggito dei razzi, le procedure ripetute a memoria, l’attimo in cui lo spazio ti mette alla prova e ti chiede sangue freddo. Non era un eroe per posa: lo diventò quando il destino gli mise tra le mani un volo che doveva essere un allunaggio e invece diventò una lotta per tornare a casa.

Nelle sue storie c’erano orbite tracciate attorno alla Luna, comunicazioni secche in cuffia, soluzioni inventate con ciò che c’era a bordo. Un comandante che sapeva ascoltare e decidere, il sorriso pronto anche quando la telemetria raccontava guai. Generazioni intere hanno imparato da lui che si può fallire la meta e salvare la missione.

È morto a 97 anni Jim Lovell, leggendario astronauta statunitense e comandante della missione Apollo 13. Si è spento il 7 agosto a Lake Forest, Illinois; la Nasa ha confermato la notizia e reso omaggio al suo coraggio e alla sua eredità.

Lovell entrò nella storia nel 1970, quando un’esplosione a bordo costrinse Apollo 13 ad abbandonare l’allunaggio e a trasformare il rientro in una drammatica operazione di sopravvivenza. La freddezza di Lovell e l’ingegnosità del team permisero a lui e ai compagni Fred Haise e Jack Swigert di tornare vivi: una “successful failure” che divenne simbolo della resilienza del programma spaziale.

Prima di Apollo 13, Lovell aveva già volato tre volte: Gemini 7 e Gemini 12, e Apollo 8, la prima missione con equipaggio a orbitare la Luna — traguardi che posero le basi delle successive esplorazioni. Dopo il ritiro dalla Nasa nel 1973, lavorò nel settore privato, rimanendo un punto di riferimento per le generazioni di astronauti.

Nella nota ufficiale, la Nasa ricorda il suo “carattere” e il “coraggio incrollabile” che hanno aiutato la nazione a raggiungere la Luna, trasformando una potenziale tragedia in un successo da cui l’agenzia ha imparato moltissimo. Il tributo sottolinea come il suo esempio continui a ispirare le missioni Artemis e l’esplorazione del futuro. (NASA)

Con il suo sorriso pronto e l’aplomb da “Smilin’ Jim”, Lovell ha incarnato lo spirito dell’esplorazione: audacia, disciplina e ottimismo. La sua storia resta scolpita non solo nei manuali di volo, ma nell’immaginario di milioni di persone che, grazie a lui, hanno imparato cosa significhi tenere la rotta quando tutto sembra perduto. (The Washington Post)

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 08/08/2025 22:10

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure