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“Ciao, ho sparato a mia moglie”. Femminicidio in Italia, cos’ha fatto il marito poco dopo: agghiacciante

Pubblicato: 10/10/2025 12:55

Femminicidio in pieno giorno a Turrivalignani, in provincia di Pescara, dove Antonio Mancini ha ucciso con alcuni colpi di pistola l’ex moglie, Cleria Mancini, prima di barricarsi in un bar del centro e raccontare quanto appena fatto alla titolare dell’attività. È successo nella serata di giovedì 9 ottobre: un gesto premeditato che ha sconvolto l’intera comunità abruzzese. La donna, su una carrozzina elettrica, è stata colpita davanti a più persone e accanto al nipotino, rimasto miracolosamente illeso.

Dopo aver compiuto il delitto, Mancini si è diretto verso il bar “Belvedere”, un luogo che frequentava spesso. Una sorta di “pit stop” post omicidio, in cui l’uomo ha bevuto, si è confidato con la proprietaria e ha annunciato l’intenzione di aspettare le forze dell’ordine per affrontarle armato. Uno scenario surreale che ha tenuto col fiato sospeso l’intero paese, fino all’intervento dei carabinieri che hanno poi arrestato l’uomo.

«È arrivato qui davanti e mi ha detto quello che aveva fatto», ha raccontato Alessia, la titolare del bar. “Ho sparato a mia moglie e non so se è morta”, le avrebbe detto Mancini con apparente lucidità. Poi ha aggiunto di aver litigato con il figlio, di aver perso il controllo quando la donna ha cominciato a urlargli contro, e di aver preso l’arma e fatto fuoco. Parole agghiaccianti pronunciate con freddezza a pochi minuti dall’omicidio.

La titolare, da sola all’interno del locale, ha cercato di mantenere la calma. «Gli ho versato da bere, avevo capito che era una pistola vera», ha spiegato. L’uomo non sembrava intenzionato a fuggire: “Aspetto i carabinieri, devo sparare anche a loro”, avrebbe detto con tono minaccioso. Parole che hanno fatto temere per un’escalation di violenza ancora più grave.

A far precipitare la situazione è stato l’arrivo di un cliente abituale. Mancini si è agitato, ha cominciato a urlargli contro e lo ha inseguito fuori dal locale. In quel momento, Alessia ha colto l’occasione per chiudere rapidamente il bar e barricarsi all’interno, spaventata ma lucida abbastanza da proteggersi. «Mi sono chiusa dentro. Avevo paura. Non sapevo se sarebbe rientrato», ha dichiarato.

“Come è uscito fuori per rincorrerlo io ho chiuso il bar e mi sono barricata dentro perché ero da sola. Lui veniva spesso. Era venuto anche la mattina. Spesso veniva il pomeriggio a giocare a carte. Qui non aveva mai avuto momento di nervosismo e non aveva mai dato fastidio a nessuno”.

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