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Papa Leone scalzo alla Moschea Blu: il Muezzin non prega

Pubblicato: 29/11/2025 09:29

All’alba, quando Istanbul si sveglia tra il richiamo del muezzin e il rumore del traffico che riprende a scorrere sul Bosforo, un’automobile scura avanza lenta nei pressi di Sultanahmet. Il gruppo di fedeli e curiosi presenti non sa ancora esattamente quale porta varcherà, né quale sarà il primo gesto a segnare la giornata del Pontefice. C’è soltanto un’attesa concentrata, quasi sospesa: l’arrivo del Vescovo di Roma in uno dei luoghi più iconici e simbolici dell’intera Turchia.

Quando la delegazione papale emerge, avvolta dalla luce lattiginosa del mattino, il silenzio si spande tra le colonne del grande piazzale. Non una preghiera, non un gesto plateale: solo passi lenti, misurati. È un incontro che inizia così, senza proclami, nella semplice presenza. Solo più tardi i presenti scopriranno dove si trovavano davvero e quale significato avesse quel momento.


Terza giornata di visita di Papa Leone in Turchia. Stamane il Pontefice ha visitato la Moschea Sultan Ahmed, conosciuta come Moschea Blu, uno dei monumenti più importanti di Istanbul. Dopo essersi tolto le scarpe, è stato accolto dal Presidente per gli Affari Religiosi, Safi Arpagus, che lo ha accompagnato all’interno per un breve momento di raccoglimento.

Il Papa, però, non si è raccolto in preghiera. Lo ha riferito il muezzin Asgin Tunca, che ha fatto da guida nella moschea: «Gli ho detto che questa era la casa di Allah e gli ho chiesto se voleva pregare», ha raccontato ai giornalisti. La risposta di Leone, riportata dal muezzin, è stata semplice: «No. Osserverò solo in giro». Un approccio diverso rispetto ai suoi predecessori Benedetto e Francesco, che invece scelsero un momento di meditazione nel luogo sacro.

Successivamente, Papa Leone ha visitato la chiesa ortodossa siriaca di Mor Ephrem, per poi dirigersi nella Cattedrale ortodossa di San Giorgio per l’incontro con il Patriarca Bartolomeo e la firma di una dichiarazione congiunta. La giornata si concluderà con la messa alla Volkswagen Arena.

Il momento più significativo di venerdì 28 novembre è stato però a Iznik, l’antica Nicea, dove si è tenuta una celebrazione per i 1700 anni del Primo Concilio. Una liturgia solenne, immersa nello scenario unico del sito archeologico affacciato sul lago, con la basilica sommersa di San Neofito a fare da cornice. Una cerimonia densa di storia, memoria e simboli cristiani.

A Nicea, Leone ha ribadito il messaggio della fratellanza universale, chiedendo di respingere ogni uso della religione come giustificazione della violenza e di coltivare invece l’“incontro fraterno”, il “dialogo” e la “collaborazione”.

La giornata di ieri era cominciata con l’incontro con la piccola comunità cattolica nella Cattedrale dello Spirito Santo. «La logica della piccolezza è la vera forza della Chiesa», ha detto il Papa, ricordando che non sono le risorse materiali né il peso sociale a determinare l’efficacia della missione cristiana, ma la fedeltà allo Spirito.

Leone ha poi visitato la casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei Poveri, ringraziando per il loro lavoro in un’epoca dominata da “efficienza e materialismo”, in cui «si è perso il senso del rispetto per le persone anziane».

Che cos’è la Moschea Blu
La Moschea Sultan Ahmed è celebre per le sue 21.043 piastrelle turchesi, da cui deriva il soprannome. È l’unica moschea di Istanbul a possedere sei minareti, caratteristica nata — secondo una leggenda — da un fraintendimento linguistico: il sultano avrebbe chiesto minareti “d’oro” (altın), ma l’architetto avrebbe capito “sei” (altı).

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Ultimo Aggiornamento: 29/11/2025 09:31

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