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Garlasco, l’ombra di un mistero: luci accese nella casa della nonna di Chiara riaprono il caso

Pubblicato: 12/12/2025 10:32
Immagine di repertorio del caso Garlasco

Una svolta inaspettata riaccende i riflettori sul cold case di Garlasco. La Procura di Pavia ha deciso di riaprire per la terza volta le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane brutalmente assassinata nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2007. Questa decisione riporta in auge dettagli e testimonianze che, per anni, erano rimaste confinate negli archivi dei tanti misteri irrisolti. Tra questi, emerge una circostanza particolarmente inquietante: la presenza di luci accese nella casa della nonna di Chiara la sera prima del delitto.

Ma cosa si cela dietro questa testimonianza? Chi si trovava realmente in quella casa quella notte? E, soprattutto, può esserci un collegamento con la tragedia che si è consumata il mattino seguente nella villetta di Garlasco?

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Immagine del luogo del delitto di Garlasco

Le testimonianze riascoltate dopo 18 anni

Le recenti investigazioni hanno portato gli inquirenti a riesaminare con attenzione le deposizioni raccolte nei giorni immediatamente successivi all’omicidio. Tra queste, spiccano le dichiarazioni dei vicini di casa della nonna di Chiara Poggi. La più sorprendente riguarda le luci avvistate accese nella villetta di Gropello Cairoli, a pochi chilometri da Garlasco, la sera del 12 agosto 2007, poche ore prima che la giovane perdesse la vita.

Secondo la dichiarazione di un vicino, rilasciata ai carabinieri il 22 agosto 2007, tra le 22:10 e le 22:15 di quella notte erano visibili delle luci al piano superiore della casa. Il testimone notò anche un’auto parcheggiata davanti alla recinzione: pur non riuscendo a identificare modello, marca o colore, la trovò fuori posto, soprattutto considerando che la proprietaria, la nonna di Chiara, era ricoverata in una casa di cura da mesi.

Un’altra sigaretta di testimonianza riaccende il caso

Un’ulteriore testimonianza aggiunge mistero alla vicenda. Un altro vicino, interrogato dagli investigatori, affermò di aver visto un’auto di piccole dimensioni e di colore chiaro parcheggiata vicino alla casa tra le 21:30 e le 2:00 della notte tra l’11 e il 12 agosto. Anche lui non fu in grado di identificare marca o modello, ma ricordò con certezza di aver sentito l’auto ripartire verso le 2 di notte.

In quella seconda dichiarazione, il testimone specificò di non aver notato alcuna luce accesa inizialmente, poiché le tapparelle erano abbassate. Tuttavia, l’insistenza su quell’auto ferma per diverse ore davanti a una casa che avrebbe dovuto essere vuota solleva interrogativi rimasti senza risposta per anni. Dopo 18 anni, non è mai stato reso pubblico chi, se qualcuno, potesse trovarsi all’interno di quella casa proprio nella notte precedente il delitto di Chiara Poggi.

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