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Lorenzo morto e nascosto nel baule: indagati madre e fratelli per omissione di soccorso

Pubblicato: 15/12/2025 19:38

Omissione di soccorso, questo il reato ipotizzato dalla procura di Firenze per la morte di Lorenzo Paolieri, trovato senza vita all’interno di un vecchio baule nella casa di famiglia a Sant’Angelo a Lecore, frazione di Campi Bisenzio. Nel registro degli indagati ci sono la madre, ora ricoverata per grave malnutrizione, e i due fratelli: una donna di 46 anni e un uomo di 38. L’iscrizione appare al momento come atto dovuto, per consentire loro di delegare un perito all’esame autoptico disposto dalla magistratura.

L’autopsia dovrà chiarire l’esatta causa della morte e la data del decesso, che potrebbe risalire a circa due anni fa, viste le condizioni di avanzata decomposizione del corpo. Al momento del ritrovamento, effettuato dagli agenti della polizia locale di Campi Bisenzio sabato scorso, non sono stati rilevati segni evidenti di violenza. L’ipotesi iniziale è che l’uomo sia morto per un malore legato a una patologia cardiaca di cui soffriva da tempo.

Resta da comprendere perché Lorenzo non sia stato curato e perché, successivamente, sia stato messo nel baule dalla madre e dai fratelli, in una stanza chiusa dall’esterno con del nastro adesivo. L’altra ipotesi di reato al vaglio della magistratura è occultamento di cadavere. Fondamentale potrebbe essere stata la situazione psichica dei fratelli, entrambi con fragilità evidenti, e l’isolamento in cui viveva l’intero nucleo familiare in una casa priva di luce e riscaldamento.

Al momento, per nessuno degli indagati è stato disposto un provvedimento restrittivo, anche in considerazione delle loro condizioni personali. La madre, anziana e unica fonte di reddito tramite la pensione di reversibilità del marito defunto, resta ricoverata in ospedale a Firenze in gravi condizioni di denutrizione. I due fratelli sono stati trasferiti in una struttura comunale. La villetta di Sant’Angelo a Lecore è stata sequestrata, e le autorità cercano indizi per chiarire una vicenda dai contorni ancora molto oscuri.

I vicini hanno raccontato che Lorenzo non si vedeva da anni e che la famiglia lo descriveva come sempre fermo in camera, a causa di dolori alle gambe e alle ginocchia. La famiglia viveva isolata, senza contatti con l’esterno, e la situazione era sconosciuta ai servizi sociali, che non avevano mai ricevuto segnalazioni o motivi per intervenire.

Secondo quanto riferito dai residenti, la famiglia era praticamente reclusa, con un’esistenza vissuta in totale isolamento rispetto al quartiere. Nessuno dei vicini aveva motivo di sospettare la gravità della situazione, e la scoperta del corpo di Lorenzo ha sconvolto la comunità locale.

Il sindaco di Campi Bisenzio, Riccardo Tagliaferri, ha definito la vicenda una “solitudine estrema, silenziosa e invisibile”, sottolineando come il caso rappresenti una ferita collettiva per l’intera comunità. Ha aggiunto che l’episodio richiama una responsabilità sociale condivisa: rafforzare i legami, sostenere chi è più fragile e aumentare l’ascolto e la presenza sul territorio.

Gli inquirenti continueranno le indagini per chiarire ogni aspetto della morte di Lorenzo, compresi i motivi che hanno spinto i familiari a occultare il corpo e il ruolo delle fragilità psicologiche e sociali che hanno caratterizzato la vita del nucleo familiare.

La vicenda ha riaperto il dibattito sui controlli dei servizi sociali, sull’isolamento delle persone fragili e sulla necessità di interventi preventivi per evitare simili tragedie, mettendo in evidenza lacune e criticità nella tutela dei cittadini più vulnerabili.

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