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Roma, Fontana di Trevi a pagamento: per vederla i turisti dovranno acquistare un biglietto da 2 euro

Pubblicato: 16/12/2025 09:46

Dal 7 gennaio la Fontana di Trevi cambia volto e inaugura una svolta storica nella gestione dei grandi monumenti della Capitale: l’accesso diventa a pagamento per i turisti, con un ticket da due euro, mentre per i romani resterà gratuito. Una decisione destinata a far discutere, ma che nasce dall’esigenza sempre più urgente di governare i flussi di visitatori nel luogo simbolo di Roma, secondo solo al Colosseo per numero di presenze.
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La misura arriva dopo settimane di sperimentazione del contingentamento, già attivo dal 22 dicembre, che limita a 400 le persone presenti contemporaneamente nell’area della fontana. Un sistema di controllo affidato agli steward in gilet blu, ormai presenza fissa in piazza, pronti ad accompagnare una trasformazione che segna un punto di non ritorno nel rapporto tra turismo di massa e tutela del patrimonio.

Il nuovo assetto tra biglietti e accessi separati

Il modello organizzativo prevede due percorsi distinti: uno riservato ai turisti e uno dedicato ai residenti, delimitati da paletti in ottone pensati per sostituire le transenne provvisorie. Il pagamento potrà avvenire in modo rapido, anche con carta di credito, per evitare rallentamenti e assembramenti. Un’impostazione che ricalca, almeno in parte, quanto già avvenuto con il Pantheon, che dal 2023 prevede un biglietto d’ingresso.

La scelta viene sostenuta dall’amministrazione comunale come passaggio necessario per proteggere uno dei monumenti più fragili e iconici della città, sottoposto ogni giorno a una pressione straordinaria. La tempistica, subito dopo l’Epifania, sembra tutt’altro che casuale: le festività natalizie hanno registrato numeri record di arrivi e presenze, e intervenire prima avrebbe significato esporsi a critiche in un momento di massima visibilità internazionale.

Turismo record e numeri impressionanti

I dati parlano chiaro. Solo nel primo semestre dell’anno la Fontana di Trevi ha superato i 5 milioni e 300mila accessi, una cifra che la proietta verso quota 11 milioni a fine anno. Numeri che fanno del celebre bacino tardo-barocco una risorsa economica potenziale di enorme valore: il nuovo ticket potrebbe garantire alle casse comunali fino a 20 milioni di euro.

Un confronto con gli altri grandi attrattori culturali rafforza questa prospettiva. Il Pantheon, con meno visitatori complessivi, ha già generato introiti significativi, mentre il Colosseo resta irraggiungibile per volumi e incassi. In questo scenario, la monetizzazione controllata di Trevi viene vista come un passaggio quasi obbligato, un “assist” che la città non può permettersi di sprecare.

Risorse per servizi e tutela del patrimonio

L’obiettivo dichiarato è reinvestire gli introiti per migliorare la qualità dell’offerta turistica e i servizi urbani, sulla scia di quanto già avviene con il contributo di soggiorno, che garantisce al Campidoglio risorse fondamentali. Manutenzione stradale, trasporto pubblico, valorizzazione ambientale e restauro delle fontane storiche rientrano tra i possibili benefici indiretti del nuovo sistema.

La proposta ha raccolto consensi trasversali proprio perché legata a una strategia più ampia di contrasto all’iperturismo e alla progressiva “disneylandizzazione” del centro storico. Regolare i flussi, attraverso un biglietto simbolico e un accesso controllato, viene considerato uno strumento efficace per restituire decoro e vivibilità a uno dei luoghi più fotografati al mondo.

Una scelta politica nel quadro nazionale

L’introduzione del ticket si inserisce anche in una fase di maggiore attenzione del governo verso le esigenze di Roma. Il dialogo istituzionale si rafforza mentre avanzano riforme che ridefiniscono i rapporti finanziari tra la Capitale e lo Stato, con nuovi meccanismi di perequazione a partire dal 2026. In questo contesto, la gestione autonoma e responsabile delle risorse generate dal turismo diventa un tassello centrale.

La Fontana di Trevi, icona universale legata al rito della monetina e al sogno del ritorno nella città eterna, si prepara così a una nuova era. Una svolta che unisce tutela, sostenibilità e finanziamento, e che apre un dibattito destinato a estendersi ad altri monumenti simbolo della Grande bellezza romana.

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