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Caldaie, stop a obbligo di revisione a casa: controllo a distanza ogni 4 anni

Pubblicato: 17/12/2025 07:38

Un nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente potrebbe rivoluzionare il sistema dei controlli sulle caldaie a gas, eliminando l’obbligo delle ispezioni fisiche nelle abitazioni e introducendo verifiche effettuate prevalentemente da remoto. La misura è contenuta in una bozza di decreto che, una volta approvata, andrebbe a sostituire il Dpr 74 del 2013, oggi riferimento normativo per la manutenzione degli impianti termici.

Il nuovo impianto normativo prevede che i controlli si basino su verifiche amministrative e documentali, utilizzando i catasti degli impianti termici, senza più l’accesso diretto dei tecnici nelle case dei cittadini.

Se confermata, la riforma avrebbe un impatto su circa 20 milioni di caldaie domestiche, in particolare quelle con potenza inferiore ai 70 kilowatt, per le quali verrebbe meno l’obbligo dell’ispezione in presenza. I controlli di efficienza energetica resterebbero previsti ogni quattro anni, con la possibilità per le Regioni di ridurne l’intervallo in caso di esigenze motivate.

Il punto più critico riguarda però le oltre 7 milioni di caldaie con più di 15 anni di età, che rientrerebbero anch’esse nel sistema di controlli a distanza. Una scelta che, se da un lato promette di ridurre burocrazia e costi a carico dei cittadini, dall’altro rischia di indebolire la tutela della sicurezza e le attività di prevenzione degli incidenti.

Molti utenti considerano le verifiche annuali onerose e inutili in assenza di problemi evidenti, ma una riduzione dei controlli fisici potrebbe tradursi in un aumento di sprechi di gas, malfunzionamenti e situazioni di rischio all’interno delle abitazioni.

Dal punto di vista normativo, i controlli da remoto consentirebbero di concentrare le ispezioni in presenza solo sugli impianti realmente a rischio. Tuttavia, questo modello presuppone l’esistenza di una infrastruttura digitale efficiente, che secondo diversi esperti l’Italia non è ancora in grado di garantire.

I catasti degli impianti termici, infatti, risultano spesso frammentati e disomogenei, con sistemi informativi incapaci di incrociare correttamente i dati essenziali. In questo scenario, la sicurezza delle abitazioni rischierebbe di essere affidata a un sistema informatico ancora incompleto.

La bozza del decreto introduce inoltre l’obbligo di controlli sull’efficienza ogni quattro anni, una frequenza che potrebbe penalizzare quei territori che negli anni hanno investito in verifiche più stringenti per ridurre consumi ed emissioni.

Secondo i dati del Comitato Italiano Gas, tra il 2019 e il 2023 in Italia si sono verificati 1.119 incidenti legati al gas per uso civile, con 1.784 feriti e 128 morti, spesso causati da malfunzionamenti delle caldaie installate in cucine, bagni o centrali termiche. La nuova norma, pur alleggerendo gli oneri per i cittadini, potrebbe quindi tradursi in minore prevenzione, più incidenti e un aumento di inquinamento e sprechi energetici.

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