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Nave Gnv fermata in Francia: attacco hacker a bordo, fermato un marinaio. Scoppia il caso internazionale con l’Italia

Pubblicato: 17/12/2025 19:23

L’evento che ha coinvolto la flotta della compagnia Gnv rappresenta uno dei casi più inquietanti di minaccia informatica legata alla sicurezza delle infrastrutture civili negli ultimi anni. Una situazione che inizialmente appariva come un banale disguido logistico si è rapidamente trasformata in un vero e proprio intrigo internazionale che vede coinvolte le agenzie di intelligence di diversi paesi europei. La scoperta di un dispositivo malevolo a bordo della nave Fantastic ha innescato una serie di operazioni di polizia coordinate tra Parigi, Roma e Napoli, portando alla luce la vulnerabilità dei sistemi di navigazione moderni rispetto a strumenti di spionaggio e sabotaggio digitale altamente sofisticati.

Un’operazione di sicurezza senza precedenti

Per ore, circa seicento cinquanta passeggeri sono rimasti in attesa di salire a bordo della nave nel porto di Sète, nel sud della Francia, ignari di ciò che stava accadendo all’interno dell’imbarcazione. Mentre la folla attendeva spiegazioni, gli agenti della Dgsi, ovvero i servizi segreti interni francesi, stavano conducendo una perquisizione capillare tra le cabine e le sale macchine. L’obiettivo era individuare un apparato tecnologico che avrebbe potuto compromettere la stabilità e la sicurezza del viaggio. L’indagine è scaturita da una segnalazione dettagliata delle autorità italiane, che avevano monitorato alcuni movimenti sospetti e comunicazioni criptate riconducibili a membri dell’equipaggio. Quello che è emerso dalle perquisizioni è un quadro di estrema gravità, che ha spinto il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, a intervenire pubblicamente per definire il caso come estremamente serio.

Il pericolo rappresentato dai sistemi Rat

Il cuore della minaccia tecnologica individuata a bordo è un dispositivo equipaggiato con un malware di tipo Rat, acronimo che sta per Remote Access Tool. Si tratta di uno strumento informatico particolarmente pericoloso poiché permette a un utente malintenzionato di assumere il pieno controllo di un sistema digitale da una posizione remota. In un contesto marittimo, l’installazione di un Rat non mira soltanto al furto di credenziali o dati sensibili, ma può estendersi al controllo dei sistemi di pilotaggio, della cartografia elettronica e delle comunicazioni satellitari. La possibilità che una nave di grandi dimensioni possa essere manovrata a distanza da agenti esterni rappresenta uno scenario da incubo per la sicurezza nazionale e la salvaguardia delle vite umane in mare. Proprio per questa ragione, gli inquirenti stanno cercando di capire se l’obiettivo fosse un semplice atto di cyber-spionaggio o un tentativo di sabotaggio strutturale.

Le ramificazioni internazionali e i fermi

Le indagini hanno portato al fermo di due membri dell’equipaggio, un cittadino lettone e uno bulgaro, le cui posizioni sono state attentamente vagliate dagli inquirenti. Sebbene il bulgaro sia stato successivamente rilasciato, il marinaio lettone è stato ufficialmente incriminato e posto in stato di detenzione in Francia. Contemporaneamente, un altro arresto è avvenuto in territorio italiano, precisamente a Napoli, dove un altro uomo è stato fermato a bordo di una nave ferma in porto. Il giudice del tribunale partenopeo ha convalidato la misura cautelare, decidendo però di trasmettere tutti gli atti alla procura di Genova per ragioni di competenza territoriale, dato che la sede legale della compagnia si trova nel capoluogo ligure. La pista seguita dagli investigatori punta decisamente verso l’ipotesi di interferenze straniere, con forti sospetti diretti verso attori collegati alla Russia, nazione spesso associata a operazioni di disturbo digitale nello scacchiere europeo.

La risposta ufficiale della compagnia

In seguito alla diffusione della notizia, la compagnia Gnv ha rilasciato una nota ufficiale per chiarire la propria posizione e rassicurare gli utenti. L’azienda ha dichiarato di aver individuato e neutralizzato autonomamente il tentativo di intrusione, specificando che i propri sistemi di sicurezza hanno risposto in modo efficace impedendo danni effettivi alla flotta o ai dati dei clienti. Nella nota viene sottolineato che la società ha agito con la massima tempestività nel denunciare l’accaduto e nel fornire la piena collaborazione alle autorità francesi e italiane durante le delicate operazioni di polizia a bordo. Nonostante la compagnia tenda a ridimensionare l’impatto dell’evento, l’attività dei servizi segreti e le dinamiche degli arresti suggeriscono che la rete dei responsabili potrebbe essere molto più ampia e ramificata di quanto apparso inizialmente.

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