
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato ai leader dell’Unione europea il rinvio a gennaio della firma dell’accordo commerciale Ue-Mercosur, inizialmente prevista per il 20 dicembre. La notizia è stata confermata da una fonte diplomatica europea a margine del vertice Ue, segnando un nuovo slittamento di un’intesa attesa da anni.
Il rinvio arriva in un clima di forte tensione politica e sociale. A Bruxelles migliaia di agricoltori sono scesi in piazza contro l’accordo, temendo gravi ripercussioni sul settore agricolo europeo. Nel frattempo Francia e Italia prendono tempo, chiedendo ulteriori garanzie prima di dare il via libera definitivo.
Il Mercosur (Mercato comune del Sud) è un’organizzazione economica sudamericana fondata nel 1991 da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Attualmente la presidenza di turno è del Brasile. Il Venezuela, entrato nel 2012, è stato sospeso nel 2017, mentre la Bolivia ha firmato il protocollo di adesione ma attende ancora la ratifica.

Dal punto di vista economico, l’Unione europea rappresenta il secondo partner commerciale del Mercosur, dopo la Cina e prima degli Stati Uniti. Nel 2024 l’Ue ha coperto il 16,8% degli scambi commerciali totali dell’area sudamericana: le esportazioni europee verso il Mercosur hanno raggiunto i 53,3 miliardi di euro, mentre quelle in ingresso hanno toccato i 57 miliardi.
Le principali esportazioni del Mercosur verso l’Europa riguardano prodotti agricoli (42,7%), prodotti minerali (30,5%) e cellulosa e carta (6,8%). Numeri che spiegano l’interesse economico dell’Unione ma anche le preoccupazioni dei produttori europei, soprattutto nel comparto agroalimentare.
I negoziati Ue-Mercosur sono iniziati nel 2000 e hanno attraversato fasi alterne. Dopo una ripresa nel 2016, il 6 dicembre 2024 l’Unione europea e i Paesi fondatori del Mercosur hanno raggiunto un accordo di partenariato che copre tariffe, regole di origine, standard sanitari, servizi, appalti pubblici, proprietà intellettuale e sviluppo sostenibile.

L’accordo prevede l’abbattimento delle barriere tariffarie su circa il 90% delle merci, creando un mercato potenziale di oltre 700 milioni di consumatori. Secondo la Commissione europea, l’intesa potrebbe portare a un aumento del 39% delle esportazioni europee verso l’area sudamericana.
Un altro punto chiave riguarda lz materie prime critiche, fondamentali per la transizione digitale ed ecologica dell’Ue. Dal Brasile proviene gran parte del niobio, oltre a grafite, tantalio e bauxite, mentre l’Argentina copre una quota rilevante del fabbisogno europeo di litio, elemento strategico per batterie e tecnologie green.
Le preoccupazioni degli agricoltori europei restano però centrali: timori per la concorrenza su carne e latte, per il rispetto degli standard ambientali e sanitari e per l’impatto sulla sostenibilità. Il governo italiano ha ribadito di essere pronto a firmare solo dopo risposte concrete, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha avvertito che l’accordo “non può essere firmato” se mette a rischio l’agricoltura e la sicurezza alimentare europea.


