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Manovra 2026: pensioni anticipate, tagli Irpef fino a 440 euro e le altre novità

Pubblicato: 23/12/2025 12:53

La Manovra 2026 introduce un pacchetto articolato di interventi che va oltre i bonus per le famiglie e punta a incidere in modo strutturale su pensioni, fisco, casa e lavoro. L’obiettivo dichiarato è quello di ristabilire un equilibrio complessivo nei conti pubblici, compensando alcune restrizioni con vantaggi mirati per contribuenti, lavoratori e pensionati.

Case e Isee: esclusione fino a 200 mila euro

Una delle novità più rilevanti riguarda l’Isee. A partire dal 2026, le abitazioni con valore fino a 200 mila euro saranno escluse dal calcolo dell’indicatore, ma solo se situate nei comuni capoluogo delle aree metropolitane. Tra i territori interessati rientrano, tra gli altri, Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia, Genova, Bari, Palermo e Catania. La misura è pensata per attenuare l’impatto del caro immobili nelle grandi città e ampliare l’accesso a prestazioni sociali e agevolazioni.

Pensioni anticipate: stop al computo della previdenza complementare

Sul fronte previdenziale, la Manovra introduce una modifica significativa per l’accesso alla pensione anticipata. Dal 2026 non sarà più possibile conteggiare il valore delle rendite della previdenza complementare per raggiungere i requisiti richiesti.
La regola varrà anche per chi ha 20 anni di contributi ed è interamente nel regime contributivo, restringendo di fatto le possibilità di uscita anticipata dal lavoro per una parte dei futuri pensionati.

Fisco: taglio Irpef e nuove imposte

Le novità più numerose riguardano il fisco. L’abbassamento dell’aliquota al 33% consentirà un aumento in busta paga fino a 440 euro l’anno, con effetti diretti sul reddito disponibile dei lavoratori dipendenti. Aumenta invece la cosiddetta Tobin tax sulle transazioni finanziarie, che salirà fino allo 0,4%, mentre viene introdotta una tassa di 2 euro sui pacchi provenienti da Paesi extra Ue di valore inferiore ai 150 euro, misura collegata al contrasto dell’e-commerce a basso costo.

Rottamazione cartelle e riscossione

La Manovra prevede anche una nuova finestra di rottamazione delle cartelle esattoriali. Con un tasso sul debito fissato al 3%, sarà possibile estinguere i carichi maturati tra il 1° gennaio 2000 e il 2023 in 9 anni, attraverso 54 rate bimestrali.
Sul fronte della riscossione, viene confermato il blocco dei versamenti per i contribuenti morosi con debiti inferiori a 5.000 euro, una misura pensata per evitare procedure sproporzionate su importi contenuti.

Bonus edilizi e affitti brevi

Per quanto riguarda la casa, viene confermata la detrazione del 50% per gli interventi edilizi sull’abitazione principale. Negli altri casi, l’agevolazione scende al 36%, segnando un ridimensionamento selettivo dei bonus. Salta invece l’aumento della tassazione sugli affitti brevi, ipotesi inizialmente prevista ma poi rimossa dal testo finale della Manovra.

Lavoratori precoci e Tfr

Attenzione anche ai lavoratori precoci, per i quali vengono rafforzati i finanziamenti destinati all’anticipo pensionistico: 50 milioni di euro nel 2033 e 100 milioni dal 2034. Novità infine sul Tfr. Dal 2026 dovranno conferire il trattamento di fine rapporto al fondo Inps anche le aziende con 60 dipendenti, soglia che scenderà successivamente a 50 addetti. Una misura che amplia il perimetro di intervento pubblico sulla gestione del Tfr e sulla liquidità delle imprese.
Nel complesso, la Manovra 2026 disegna un equilibrio delicato tra sostegno ai redditi, stretta previdenziale e nuove entrate fiscali, con effetti destinati a riflettersi in modo differenziato su famiglie, lavoratori e imprese.

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