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“Uno di noi, per sempre”. Serie A in lutto, il calcio perde uno dei suoi uomini migliori

Pubblicato: 23/12/2025 17:37

Il silenzio che oggi avvolge i campi di calcio della provincia non è quello consueto che precede il fischio d’inizio, ma un vuoto pesante che toglie il respiro a chiunque abbia frequentato quegli spogliatoi. Si avverte una sensazione di smarrimento profondo tra i corridoi degli stadi, dove solitamente risuonano le grida di incoraggiamento e il rumore dei tacchetti sul cemento.

Il dolore per questa perdita si manifesta negli occhi lucidi dei vecchi dirigenti e nel magone che stringe la gola ai giocatori di ieri e di oggi, consapevoli che una parte fondamentale della loro quotidianità sportiva se n’è andata per sempre. Non è solo la scomparsa di un professionista, ma l’addio a un punto di riferimento morale che sapeva leggere la sofferenza fisica e psicologica degli atleti con uno sguardo solo, lasciando un’eredità di affetto che attraversa tutte le generazioni del pallone locale.

Una figura leggendaria per lo sport alessandrino

Il mondo dello sport locale si stringe in un profondo abbraccio collettivo per dare l’ultimo saluto a una figura che ha segnato la storia recente del calcio dilettantistico e professionistico piemontese. La scomparsa di Fiorito Frezzato, avvenuta all’età di settantasette anni, lascia un vuoto incolmabile non solo nelle società che hanno avuto il privilegio di averlo nei propri ranghi, ma in tutti quegli atleti che, nel corso dei decenni, hanno trovato in lui un porto sicuro. Frezzato non era semplicemente un addetto ai lavori, ma un custode dei segreti dello spogliatoio, un uomo capace di curare i muscoli con la stessa dedizione con cui sapeva sollevare il morale dei giocatori nei momenti di difficoltà agonistica.

Un percorso professionale tra passione e competenza

La carriera di Frezzato affonda le radici in un calcio d’altri tempi, dove il ruolo del massaggiatore rappresentava il vero collante tra la squadra e lo staff tecnico. Nato nel 1948, ha attraversato diverse epoche del pallone provinciale, mantenendo sempre intatta quella curiosità e quella voglia di aggiornarsi che lo hanno reso un professionista estremamente stimato. Il suo viaggio è iniziato in realtà di grande tradizione come il Quattordio, dove ha mosso i primi passi costruendosi una solida reputazione. La sua abilità manuale e la sua profonda conoscenza dell’anatomia sportiva lo hanno portato successivamente a collaborare con il Felizzano, altra tappa fondamentale che ha consolidato il suo legame con il territorio alessandrino.

Il talento e la dedizione di Fiorito Frezzato non sono passati inosservati, permettendogli di misurarsi con palcoscenici di assoluto prestigio. Per diversi anni ha infatti prestato la sua opera presso il Torino, un’esperienza che ha arricchito enormemente il suo bagaglio tecnico e umano, permettendogli di respirare l’aria della serie A e di confrontarsi con campioni di alto livello. Nonostante il richiamo delle grandi piazze, il suo cuore è sempre rimasto legato alla provincia. Il ritorno a casa lo ha visto protagonista in club storici come il Casale e, naturalmente, l’Alessandria, dove ha messo la sua esperienza al servizio dei Grigi, diventando una figura familiare e benvoluta da tutta la tifoseria e dai dirigenti.

Il ricordo degli atleti e degli amici

Oltre alle competenze tecniche, ciò che rendeva Frezzato unico era la sua straordinaria umanità, dote ricordata con commozione da chi ha condiviso con lui ore di allenamenti e trasferte. Marco Usai, attuale allenatore dell’Annonese e figura storica del calcio locale, lo descrive come una persona super, capace di fare gruppo come pochi altri. Usai ricorda con affetto gli anni trascorsi insieme, prima a Quattordio quando era solo un giovane diciottenne, e poi nell’ultima fortunata parentesi all’Asca. Proprio in quest’ultima esperienza, Frezzato è stato uno degli artefici silenziosi della splendida cavalcata che ha portato la squadra dalla Prima Categoria alla Promozione, dimostrando che il suo contributo andava ben oltre il semplice massaggio defaticante.

Negli ultimi anni della sua lunga attività, Frezzato aveva messo la sua professionalità a disposizione del Castellazzo, continuando a frequentare i campi con lo stesso entusiasmo dei primi giorni. La sua capacità di essere sempre divertente e di saper stemperare le tensioni prima di una partita decisiva lo rendeva l’uomo ideale per ogni spogliatoio. Ogni sportivo che ha incrociato il suo cammino porta con sé il ricordo di un uomo che sapeva ascoltare e consigliare, un professionista che ha onorato la maglia di ogni società per cui ha lavorato. Con la sua scomparsa, la provincia di Alessandria perde un pezzo di storia, ma il suo esempio di lealtà e dedizione rimarrà impresso nella memoria di chiunque ami il calcio autentico.

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