
A Storie Italiane si è tornati a parlare del caso Garlasco, con nuove riflessioni sull’impronta individuata nella casa di Chiara Poggi sotto la cosiddetta “traccia 33”. L’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, ha ricordato che quell’elemento non è affatto nuovo, spiegando che “quell’impronta era stata evidenziata ma non approfondita nel 2007 e questa indagine deve tranquillizzare tutti perché è un’indagine che, a differenza della precedente, non esclude nulla, ma siccome si tratta di indiscrezioni, come un’autorevolissima fonte come il Tg1, le tratto come tale”.
Nel corso del suo intervento, il legale è tornato anche sulla possibile dinamica dell’aggressione, citando il lavoro del generale Garofano e le sue osservazioni sulle tracce di sangue presenti nel salotto: “Il generale Garofano aveva egli per primo evidenziato, ma era rimasto inascoltato, di far iniziare l’aggressione nel salotto, quelle piccole tracce di sangue ai piedi del divano”. Secondo De Rensis, dunque, l’ipotesi di un attacco immediato all’ingresso non sarebbe convincente: “Io non credo che la povera Chiara sia stata colpita subito dopo aver aperto la porta, credo che sia andata in maniera diversa e che l’aggressione sia stata più lunga”.
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“C’erano loro”. Garlasco, nuovo annuncio dell’avvocato De Rensis
Il legale è poi tornato sui celebri “23 minuti” che hanno sempre rappresentato uno snodo cruciale nella ricostruzione dei fatti, sottolineando che una parte di quel lasso di tempo sarebbe comunque assorbita da movimenti e azioni imputate a Stasi: “Ricordo che nei 23 minuti ne dobbiamo mettere almeno 7 per permettere ad Alberto Stasi di tornare in bici, aprire il cancello, aprire la porta, salire le scale e accendere un pc che non si collegava in un secondo; 23 meno 7 fa 16, quindi stiamo parlando di un’aggressione che sarebbe dovuta durare 15 minuti”.

E non c’è, secondo lui, la prova che tutto abbia avuto inizio proprio alle 9:12: “Partendo poi dal presupposto che non c’è una prova provata che l’aggressione sia iniziata alle 9:12: quello è un assunto della procura di Vigevano fatto proprio dalla sentenza di condanna senza che vi sia una prova”.

Nel frattempo De Rensis ha ribadito la sua convinzione che sulla scena del crimine non ci fosse necessariamente una sola persona: “Io sono sempre stato convinto che sulla scena del crimine vi siano più persone, e sapete quanta fiducia ho nelle indagini tradizionali”.
Avv. De Rensis: ‘Questa attesa e questo silenzio, credo, preludono a sviluppi molto importanti.’#Garlasco #DeRensis #StorieItaliane pic.twitter.com/GM79LkZBuJ
— Anto ✨ (@bimbadiderensis) December 23, 2025
E ha replicato anche alle critiche e agli attacchi personali ricevuti negli ultimi tempi, dichiarando di aver sempre operato alla luce del sole: “Mi sono esposto e vedo che proliferano i miei biografi, dicendo cosa faccio, dove vado e con chi parlo, ma voglio tranquillizzarli dicendo che tutto ciò che ho fatto è sempre stato alla luce del sole, non ci sono stati incontri segretissimi, tutte cose che mi fanno sorridere: questa attesa e questo silenzio io credo preludano a sviluppi molto importanti. Non dimentichiamoci che questa BPA si incrocerà con la consulenza della prof. Cattaneo, prof. considerata una eminenza scientifica, chissà se dopo aver depositato il proprio elaborato diventerà una consulenza di parte”.
Avv. De Rensis: ‘Se la cornetta risulterà staccata, poi bisognerà fare delle riflessioni.’#Garlasco #DeRensis #StorieItaliane pic.twitter.com/KNrpdMxjyM
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Grande attenzione resta poi sull’impronta trovata nella villetta di Garlasco, che secondo il penalista potrebbe fornire elementi significativi. De Rensis ha infatti sottolineato che “nel rispetto di tutte le opinioni, e ricordando la cornetta di casa, che se risulterà staccata poi andranno fatte riflessioni, l’impronta sul muro non è di una persona che in maniera naturale scende le scale perché tutti coloro che si appoggiano la mano scendendo le scale non credono mettano la mano ad altezza tempio, io credo la mettano più in basso”. Un elemento che, ricorda ancora, sarà valutato in modo approfondito dagli esperti: “andandranno fatte molte valutazioni, non per niente la prof. Cattaneo, che è un luminare, ha preso le misure antropometriche, ma aspettiamo con grande rispetto perché questi approfondimenti sono molto approfonditi: è una BPA di 300 pagine, qualcosa di diverso dalla precedente, che aveva 19 pagine, dovrà quindi pur dire”.
Avv. De Rensis: ‘I periti Porta e Occhetti hanno detto delle cose sulle quali, penso, si debbano svolgere attente riflessioni, in un senso o nell’altro.’#Garlasco #DeRensis #StorieItaliane pic.twitter.com/NNQX5cwZ0a
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Sul fronte informatico, il legale richiama ancora il lavoro dei periti Porta e Occhetto, definendolo solido e mai smentito: “Le parole dei periti informatici Porta e Occhetto, che fino a prova contraria hanno fatto un lavoro eccezionale, mai smentito da nessuno, neanche dalle sentenze che hanno mandato in galera Stasi, hanno detto cose su cui si debbono svolgere accese riflessioni”. E ribadisce ancora una volta: “9:12 è semplicemente l’orario in cui viene disattivato l’allarme, non l’orario nel quale, senza ombra di dubbio, sia iniziata l’aggressione”.
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In studio era presente anche Armando Palmegiani, avvocato della difesa di Andrea Sempio, che ha posto l’accento su un punto tecnico importante: gli attuali approfondimenti scientifici si basano su materiale raccolto nel 2007. “La Cattaneo, come i Ris di Cagliari, stanno lavorando sui dati del 2007, non ha agito direttamente sul corpo; sono limiti non sulla qualità della persona ma sul dato preso allora e, se il dato allora è stato preso in maniera sbagliata…”.
Palmegiani riconosce comunque l’elevato livello del lavoro in corso, pur evidenziando i limiti inevitabili di analisi su materiale d’archivio: “La nuova BPA è di altissimo livello perché il comandante dei Ris di Cagliari è bravissimo, ma sta lavorando sulle foto di ieri; premesso questo, credo che quella dell’orma sia soltanto una notizia non credo perfettamente riportata: non sto dicendo che non è colpa del Tg1, ma di chi gliel’ha riportata”.


