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Italia, arrestato Ciro Andolfi: era tra i latitanti più pericolosi. Si nascondeva in un vano dietro al termosifone

Pubblicato: 24/12/2025 08:15

Il silenzio del mattino era rotto solo dal rumore ovattato dei passi pesanti lungo il corridoio, mentre l’odore di polvere e intonaco fresco saturava l’aria della stanza. Qualcuno, per mesi, aveva vissuto respirando a fatica in uno spazio dove il tempo sembrava essersi fermato, sospeso tra il freddo del metallo e l’oscurità della pietra. Non c’erano finestre, solo l’attesa snervante di un segnale o il terrore che un movimento sbagliato potesse tradire quella presenza invisibile. Quando la parete ha finalmente ceduto il suo segreto, rivelando l’uomo che per tre anni aveva abitato il vuoto, è calato il sipario su una fuga meticolosa, costruita un mattone alla volta nel cuore di un anonimato artificiale.

Una fuga terminata nel cuore di Barra

L’arresto di Ciro Andolfi segna un punto di svolta fondamentale nelle operazioni di contrasto alla criminalità organizzata nell’area orientale di Napoli. Dopo una fuga durata circa tre anni, il quarantanovenne è stato catturato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in un contesto che sembra uscito da un romanzo poliziesco. L’operazione non rappresenta solo la fine della latitanza di un uomo considerato tra i più pericolosi d’Italia, ma testimonia l’efficacia del costante monitoraggio del territorio e della pressione investigativa esercitata dalle forze dell’ordine e dalla Direzione distrettuale antimafia.

La cattura è avvenuta nelle prime ore del mattino del 24 dicembre 2025, proprio mentre la città si preparava alle festività natalizie. I militari dell’Arma hanno individuato il rifugio del latitante in un appartamento situato in via Giulia Lama, nel quartiere di Barra. Questo territorio è storicamente considerato la roccaforte del clan Andolfi-Cuccaro, un sodalizio criminale radicato nella periferia est e noto per la sua influenza capillare nelle attività illecite della zona. Nonostante le precauzioni prese dal ricercato, l’imponente blitz delle forze dell’ordine ha permesso di circondare l’area e di precludere ogni possibile via di fuga.

Il nascondiglio dietro il termosifone

Ciò che ha sorpreso maggiormente gli inquirenti durante la perquisizione dell’immobile è stata la sofisticata ingegneria utilizzata per nascondere la presenza di Andolfi. L’uomo aveva ricavato un vano segreto situato dietro una parete di una delle stanze dell’appartamento. L’accesso a questo spazio angusto era quasi invisibile a un occhio non esperto perché celato da un termosifone. Il radiatore non era regolarmente collegato all’impianto di riscaldamento ma risultava semplicemente agganciato alla muratura, permettendo così di essere spostato facilmente per rivelare il passaggio interno. Questo espediente ha consentito al latitante di sfuggire a eventuali controlli rapidi nel corso degli ultimi anni.

Le pesanti accuse e la condanna

Ciro Andolfi era inserito nella lista del Ministero dell’Interno che raccoglie i cento latitanti di maggiore rilievo a livello nazionale. La sua irreperibilità era iniziata nel 2022, anno in cui si era sottratto a un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Napoli. L’uomo deve scontare una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione. Le accuse che hanno portato alla sua condanna definitiva sono particolarmente gravi e includono l’associazione a delinquere di tipo mafioso, l’estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e il reato di corruzione. La sua figura è ritenuta centrale per le dinamiche criminali del clan di appartenenza.

L’arresto di Andolfi rappresenta il ventiduesimo successo del Comando Provinciale di Napoli nel corso del 2025 per quanto riguarda la cattura di latitanti di alto profilo. Questo risultato sottolinea la determinazione dello Stato nel ripristinare la legalità in zone difficili come la periferia orientale napoletana. La rimozione di una figura così influente dalla scacchiera criminale di Barra contribuisce a indebolire le strutture di comando del clan Andolfi-Cuccaro, offrendo al contempo un segnale di speranza e sicurezza alla cittadinanza onesta che risiede in quei territori. Le indagini ora proseguiranno per accertare eventuali complicità di chi ha favorito la sua latitanza fornendo ospitalità e logistica.

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Ultimo Aggiornamento: 24/12/2025 08:29

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