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Catastrofe Fiorentina, sempre più nel caos! Adesso cosa succede

Pubblicato: 27/12/2025 15:38

Il Parma di Carlos Cuesta conquista tre punti fondamentali in ottica salvezza, superando per 1-0 una Fiorentina sempre più in crisi di identità e risultati. Allo stadio Tardini decide una rete del difensore Sorensen in apertura di ripresa, un lampo che permette ai gialloblù di respirare e allontanarsi dalle sabbie mobili della classifica, mentre per i viola di Vanoli si tratta dell’ennesima battuta d’arresto che mette in discussione la posizione del tecnico. La partita è stata intensa, combattuta soprattutto a centrocampo, ma ha premiato la squadra che ha mostrato maggiore intraprendenza e coraggio nelle scelte tattiche iniziali.

Dominio territoriale emiliano

Nel primo tempo il Parma approccia la gara con una determinazione superiore, trascinato dalle scelte coraggiose di Carlos Cuesta che schiera un tridente offensivo composto da Ondrejka, Benedyczak e il centravanti Pellegrino. I padroni di casa prendono immediatamente in mano il pallino del gioco, costringendo la Fiorentina a una difesa bassa e spesso affannosa. La circolazione di palla dei gialloblù è fluida e mette in costante difficoltà il sistema difensivo a tre scelto da Vanoli. Nonostante il controllo del match, il Parma pecca però di cinismo negli ultimi sedici metri. L’occasione più clamorosa capita sui piedi dello svedese Ondrejka al minuto trentadue, il quale, servito splendidamente in area, apre troppo la conclusione mancando lo specchio della porta da posizione favorevolissima. La Viola, dal canto suo, appare bloccata e incapace di innescare Kean, con un centrocampo che fatica a verticalizzare e si limita a contenere le folate avversarie.

L’equilibrio della sfida si spezza definitivamente dopo soli tre minuti dall’inizio della ripresa. Il Parma parte fortissimo e trova il vantaggio grazie a un inserimento perfetto di Sorensen. Il difensore legge in anticipo lo sviluppo dell’azione su un cross preciso di Britschgi e approfitta di una dormita collettiva della retroguardia toscana per battere De Gea con un colpo di testa perentorio. L’errore della difesa viola è evidente, poiché Sorensen viene lasciato libero di colpire nonostante la superiorità numerica degli uomini di Vanoli all’interno dell’area piccola. Questo episodio cambia radicalmente l’inerzia del match, obbligando la Fiorentina a uscire dal guscio e il Parma a gestire il risultato, affidandosi a repentine ripartenze per cercare di chiudere definitivamente i conti.

Subito il colpo, la Fiorentina tenta una reazione nervosa, cercando di alzare il baricentro e inserendo forze fresche per dare sostanza all’attacco. Tuttavia, sul cammino dei viola si staglia la figura monumentale di Corvi. Il portiere del Parma sale in cattedra al diciottesimo della ripresa, superandosi con un intervento prodigioso su una conclusione a botta sicura di Comuzzo. La pressione ospite aumenta con l’ingresso di Piccoli, ma la difesa emiliana regge l’urto con ordine. Carlos Cuesta risponde con cambi strategici, inserendo Estévez per dare equilibrio al centrocampo e Oristanio per mantenere alta la tensione nella difesa avversaria. Proprio Oristanio sfiora il raddoppio con un sinistro radente, mentre Gudmundsson tenta il tutto per tutto nel finale, trovando però ancora una volta un Corvi insuperabile a blindare la porta e il risultato.

Crisi profonda in casa viola

Il triplice fischio dell’arbitro Guida sancisce una vittoria che per il Parma significa il quarto successo stagionale e una boccata d’ossigeno vitale per la classifica. Per la Fiorentina, invece, il bilancio si fa drammatico. Nonostante la vittoria contro l’Udinese nel turno precedente avesse lasciato sperare in una svolta, la prestazione del Tardini ha messo a nudo i limiti strutturali di una squadra che occupa l’ultimo posto in graduatoria. La panchina di Vanoli appare ora seriamente a rischio, minata da una gestione del match che ha visto la squadra troppo passiva nella prima ora di gioco e poco lucida nel momento del massimo sforzo offensivo. Gli errori sotto porta di Kean e le amnesie difensive sono segnali di una fragilità psicologica che richiederà interventi drastici per evitare una retrocessione che, ad oggi, sembra un pericolo più che concreto.

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Ultimo Aggiornamento: 27/12/2025 15:39

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