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“Cosa le ha uccise, fulminante”. Madre e figlia morte a poche ore di distanza: la scoperta shock

Pubblicato: 29/12/2025 19:29

Mercoledì 31 dicembre verrà eseguita l’autopsia su Antonella Di Ielsi, 50 anni, e sulla figlia Sara Di Vita, 15 anni, morte a poche ore di distanza per una sospetta intossicazione. Un caso che ha scosso la comunità di Pietracatella, nel Campobasso, e che ora è al centro di un’inchiesta giudiziaria.

Madre e figlia si erano presentate al pronto soccorso di Campobasso dopo la cena della Vigilia di Natale, lamentando un malessere generale. Dopo una prima valutazione medica, entrambe erano state dimesse e rimandate a casa. Secondo quanto riferito dalla Procura, la 15enne si sarebbe recata in ospedale due volte prima del decesso.

La Squadra Mobile ha nel frattempo sequestrato le cartelle cliniche, oltre ai resti degli alimenti presenti nell’abitazione della famiglia. Cinque persone, tra medici e personale sanitario, risultano al momento indagate, mentre gli inquirenti cercano di chiarire eventuali responsabilità.

Il sospetto è che la famiglia abbia ingerito qualcosa di potenzialmente letale prima della cena della Vigilia, alla quale avevano partecipato anche altre dieci persone. Nessuno degli altri commensali, tuttavia, ha manifestato sintomi compatibili con l’intossicazione.

Il padre della ragazza, marito di Antonella, è stato trasferito allo Spallanzani di Roma, dove si trova ricoverato in rianimazione dopo aver accusato sintomi simili. Nello stesso ospedale si trova anche la figlia maggiore della coppia, che però non ha mai mostrato segni di malessere.

Tra le prime ipotesi avanzate dagli investigatori c’è quella di una epatite fulminante, ma sarà l’autopsia a fornire risposte definitive. Per comprendere cosa possa aver causato un quadro clinico così grave, è stato interpellato Maurizio Bissoli, responsabile del Centro Antiveleni del Niguarda di Milano.

Secondo lo specialista, l’epatite fulminante indica un danno epatico rapidissimo, che porta in pochi giorni alla distruzione delle cellule del fegato. In ambito alimentare, spiega Bissoli, l’unica causa riconducibile a un decorso così violento è l’intossicazione da funghi velenosi, in particolare l’Amanita falloide.

Il medico sottolinea che funghi di questo tipo non arrivano dal commercio, ma sono generalmente raccolti in autonomia o regalati da conoscenti, talvolta congelati e consumati mesi dopo. Anche altre intossicazioni gravi, come il botulismo, sono legate a prodotti fatti in casa e non controllati.

In attesa dei risultati dell’autopsia, il caso resta avvolto da molti interrogativi. Gli investigatori puntano a chiarire l’origine dell’intossicazione e a verificare se vi siano stati errori nella gestione sanitaria, mentre la comunità attende risposte su una tragedia che, nel giro di pochi giorni, ha distrutto un’intera famiglia.

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