
La Camera dei deputati ha dato al governo il via libera definitivo alla manovra economica. A Montecitorio, poco dopo le 21, l’emiciclo ha approvato la richiesta di fiducia posta dall’esecutivo: i sì sono stati 219, i no 125. Con il passaggio finale previsto per stamattina, il provvedimento da 22 miliardi diventerà legge.
Nonostante il traguardo, le tensioni all’interno della maggioranza restano vive. Alcuni alleati hanno già avanzato nuove richieste e il dibattito si è acceso soprattutto negli ordini del giorno presentati dopo il via libera alla fiducia. Tecnicamente non modificano la legge, ma rappresentano tentativi politici di rilanciare battaglie già perse.

La Lega ha premuto soprattutto sull’operazione “Strade sicure”. Un ordine del giorno ha collegato il rafforzamento dei presidi militari alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e alla gestione della minaccia terroristica. La proposta chiedeva un aumento dei militari nelle stazioni e in luoghi sensibili, ma il ministero della Difesa ha espresso parere negativo, invitando a ritirarla.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, di Fratelli d’Italia, aveva già respinto simili richieste nelle settimane precedenti, sottolineando che la priorità fosse diversa: trentamila soldati in più per le Forze armate. Tale obiettivo è stato incluso in un ordine del giorno meloniano approvato dall’esecutivo.
Il testo di FdI ha ottenuto il via libera, chiedendo più risorse per “reclutamento e addestramento di ulteriori unità” e per rafforzare le capacità operative in tutti i domini – terrestre, marittimo, aero-spaziale e cibernetico. Rispetto alle proposte della Lega, questo ordine ha ricevuto il sostegno dell’esecutivo.
Ampio spazio negli ordini del giorno ha avuto anche il tema delle pensioni. La Lega ha chiesto di cancellare l’aumento dell’età pensionabile previsto dal 2027. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha precisato che l’intervento del governo ha ridotto l’aumento automatico da tre a un mese, coprendo il costo con oltre un miliardo. Sulla cancellazione definitiva, Giorgetti ha lasciato la questione aperta al 2026.
La Lega ha inoltre incassato l’approvazione di ordini del giorno su flat tax per i giovani e sul tavolo permanente di controllo delle cripto-attività e della finanza innovativa. Misure accolte come risultati concreti della trattativa interna alla maggioranza.
Anche Forza Italia ha presentato richieste: il leader Antonio Tajani ha chiesto l’estensione del taglio dell’Irpef fino a 60mila euro. Intanto, alle 22.30, l’esame degli ordini del giorno è entrato nel vivo, con le opposizioni pronte a contestare le scelte del governo.
Il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha criticato la manovra, sottolineando che “non c’è nulla per la scuola e la sanità, c’è solo per le armi”. L’ultima notte della manovra a Montecitorio si è quindi chiusa tra tensioni, polemiche e votazioni serrate sugli ordini del giorno.


