
Un grave incidente stradale ha spezzato la vita di Angelo Maggio, chef di 59 anni molto conosciuto nel Salento. L’uomo stava rientrando a casa dopo il lavoro quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo della propria vettura. L’auto è uscita di strada e si è schiantata contro un muretto a secco, rendendo inutili i successivi tentativi di soccorso.
L’impatto è stato violento e non ha lasciato scampo al cuoco pugliese. I sanitari del 118, giunti rapidamente sul posto, hanno potuto soltanto constatare il decesso. La notizia ha iniziato a circolare nelle ore successive, suscitando sgomento tra colleghi, amici e conoscenti che ne ricordano la professionalità e il carattere riservato.
L’incidente sulla litoranea e i soccorsi inutili
Il tragico episodio si è verificato lungo la litoranea nord di Otranto, in provincia di Lecce, un tratto di strada che Angelo Maggio percorreva abitualmente. Lo chef viveva a Ortelle e si spostava con frequenza verso Melendugno, dove lavorava in un ristorante della zona. Proprio durante uno di questi rientri serali si è consumato l’incidente che gli è stato fatale.
Secondo una prima ricostruzione, la Fiat Idea guidata dal 59enne avrebbe improvvisamente sbandato prima di finire contro il muretto. Le cause della perdita di controllo non sono ancora state chiarite e restano al vaglio degli accertamenti. Non si esclude alcuna ipotesi, mentre gli inquirenti cercano di ricostruire con precisione la dinamica.
Il cordoglio del mondo della ristorazione
Nelle ore successive alla tragedia, i social si sono riempiti di messaggi di cordoglio. Numerosi colleghi hanno voluto ricordare Angelo Maggio come un professionista instancabile, serio e profondamente legato al proprio lavoro. Parole di affetto e stima sono arrivate da chi aveva condiviso con lui cucine, stagioni e sacrifici quotidiani.
Il ricordo che emerge è quello di un uomo riservato ma generoso, apprezzato non solo per le competenze ai fornelli, ma anche per le qualità umane. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità professionale salentina e tra quanti avevano imparato a conoscerlo e stimarlo nel tempo.


