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“Stava per finire in ospedale!”. La rivelazione shock su Sinner: cosa succede

Pubblicato: 05/01/2026 10:55

Il tennis italiano continua a vivere una stagione di grandi successi, ma anche di scelte difficili per i suoi campioni. Così, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, ha tracciato un quadro chiaro sulla vita dei tennisti professionisti e sulle rinunce imposte dal calendario internazionale.

“Il tennis è uno sport individuale frenetico, che ti sbatte ogni settimana da una parte all’altra del mondo”, ha spiegato Binaghi, sottolineando come gli atleti siano spesso costretti a sacrificare appuntamenti importanti come le Olimpiadi o la Coppa Davis. “Nessuno è perfetto, ma prima della rinuncia a Mattarella io ricordo Sinner che stava per finire in ospedale a Melbourne durante il match con Rune”. Il presidente ha quindi evidenziato come le rinunce non siano solo una questione di fisico: “Non c’è solo un riposo fisico, ma anche la necessità di distrarsi, di incontrare gli amici, di stare in famiglia. Ci vorrebbero 50 ore al giorno”.
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Priorità e calendario tennistico

La questione delle rinunce emerge chiaramente dal calendario tennistico italiano: tra Sinner e Musetti in Coppa Davis e lo stesso Sinner alle Olimpiadi 2024, il numero di impegni è enorme. “Il tennis impone di fissare delle priorità, visti i numerosi tornei e gli impegni previsti”, ha spiegato Binaghi, commentando anche le polemiche successive alla morte di Pietrangeli e alla mancata partecipazione pubblica di Sinner. “Ma c’ero io, da Pietrangeli, a rappresentare il tennis italiano, e quindi anche Sinner, Berrettini e le generazioni che non hanno avuto il tempo per conoscere a fondo Nicola e coglierne appieno i valori”.

Il presidente ha voluto chiarire che le scelte degli atleti sono sempre ponderate, frutto di una gestione attenta della propria carriera, e che la frenesia del circuito internazionale impone inevitabilmente dei compromessi.

Binaghi: per uno slam serve un investimento

Il movimento tennistico italiano non si limita ai risultati di Sinner. Binaghi ha ricordato come la crescita sia stata strutturale e pluriventennale: “Se uno allarga la visuale, vede Musetti, Paolini, la Coppa Davis, un sistema. E da 15 anni siamo l’unica federazione al mondo con una televisione tematica. Stavamo perdendo gli Internazionali d’Italia, mentre adesso ATP, WTA e ITF ci cercano perché siamo diventati i migliori organizzatori di tornei. Ci hanno dato Finals e Davis. Le basi le abbiamo poste quando Sinner non era nato”.

Oggi l’Italia guida il ranking ITF ed è considerata un modello internazionale, con risultati straordinari come tre Coppe Davis consecutive. “Vale tutto. Questa congiuntura favorevole è frutto di una crescita costante, sana, pluriventennale. La ricerca di performance assoluta di Sinner si sviluppa in modo indipendente dalla Federazione, ma con la stessa voglia di vincere e di lavorare”, ha chiarito Binaghi.

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Il sogno dello Slam in Italia

Con le ATP Finals e la Coppa Davis ospitate negli ultimi anni tra Bologna e Torino, il tennis italiano ha dimostrato di saper organizzare eventi di livello mondiale. Tuttavia, il sogno resta quello di portare uno slam in Italia. Binaghi ha spiegato che il passo decisivo richiede investimenti mirati: “Uno Slam sarà possibile quando il governo investirà nelle potenzialità del tennis. Se oltre a spendere 5 miliardi per le Olimpiadi, provassimo a spenderne un decimo per un bene che produrrebbe ricchezza per i prossimi 100 anni, allora riusciremo anche a portare uno Slam in Italia”.

Il presidente ha sottolineato come la crescita del movimento non sia solo sportiva, ma anche culturale e organizzativa, con un’attenzione continua alla qualità degli eventi e allo sviluppo dei giovani talenti. Il modello italiano viene oggi osservato e seguito in tutto il mondo, come esempio di crescita strutturata e sostenibile.

Binaghi: il tennis italiano è pronto a sognare

Con un movimento competitivo, strutturato e pronto a investire nelle nuove generazioni, il tennis italiano guarda al futuro con ambizione. Tra la gestione delle rinunce dei campioni e la costruzione di un sistema di eventi internazionale, la Federazione conferma il suo ruolo centrale. Binaghi ha ribadito come il successo di Sinner e degli altri talenti sia il frutto di un lavoro lungo, capillare e coerente, che ha trasformato l’Italia in un punto di riferimento globale per il tennis.

Il 2026 si apre così con sfide importanti: continuare a crescere, valorizzare i giovani, consolidare il movimento e, perché no, portare finalmente uno slam in Italia, coronando anni di investimenti, lavoro e passione.

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