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“Capitolo chiuso”. Djokovic, l’annuncio scatena il caos: cosa succede

Pubblicato: 05/01/2026 11:15

Novak Djokovic lascia ufficialmente la Professional Tennis Players Association (PTPA), il sindacato dei tennisti che aveva contribuito a fondare nel 2020 insieme a Vasek Pospisil. Ad annunciarlo è stato lo stesso campione serbo con un messaggio pubblicato sul proprio profilo X, nel quale ha spiegato le ragioni della decisione.
«Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di abbandonare completamente la Professional Tennis Players Association», ha scritto Djokovic. Una scelta motivata da «continue preoccupazioni in merito a trasparenza, governance e al modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate».

La distanza dalla direzione attuale dell’associazione

Nel suo intervento, Djokovic ha ricordato le intenzioni originarie alla base della nascita della PTPA. «Sono orgoglioso della visione che Vasek e io abbiamo condiviso quando abbiamo fondato la PTPA, ovvero dare ai giocatori una voce più forte e indipendente», ha spiegato. Tuttavia, secondo il serbo, nel tempo si è creata una frattura sempre più evidente: «È ormai chiaro che i miei valori e il mio approccio non sono più in linea con l’attuale direzione dell’organizzazione».
Una presa di distanza netta, che segna la fine di un capitolo importante anche sul piano politico e sindacale della carriera del tennista più titolato della storia.

Lo sguardo rivolto al campo e agli Australian Open

Djokovic ha chiarito che ora la sua attenzione è completamente rivolta al tennis giocato e alla vita privata. «Continuerò a concentrarmi sul tennis, sulla mia famiglia e a contribuire allo sport in modi che riflettano i miei principi e la mia integrità», ha concluso, augurando comunque «il meglio per il futuro» ai giocatori e a chi continuerà a far parte dell’associazione.
Con gli Australian Open ormai alle porte, l’uscita dalla PTPA arriva alla vigilia dell’inizio della nuova stagione, che vedrà Djokovic tornare protagonista in campo, lasciandosi alle spalle l’esperienza da leader sindacale che aveva caratterizzato gli ultimi anni fuori dal rettangolo di gioco.

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